Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 24: il resoconto del convegno del 22 ottobre 2018 a Roma sulla nuova direttiva UE sul copyright

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 24: il resoconto del convegno del 22 ottobre 2018 a Roma sulla nuova direttiva UE sul copyright

Le posizioni degli esperti di diritto, piattaforme online, grandi gruppi editoriali e protagonisti dell'industria dell'intrattenimento e della cultura sulla direttiva copyright, la riforma volta ad aggiornare le regole sul diritto d'autore in Europa (già argomento di alcune puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE), con un focus sulla circolazione della cultura in Rete. L'Istituto che tutela i diritti di Artisti, Interpreti ed Esecutori ha organizzato lo scorso lunedì, 22 ottobre, all'Auditorium Parco della Musica di Roma, un convegno per cercare di fare chiarezza e per mettere a confronto le diverse parti: "Noi, in quanto organismo di gestione collettiva dei diritti di proprietà intellettuale degli Artisti Interpreti Esecutori, non possiamo che sostenere la tesi della direttiva copyright. Tuttavia, siamo convinti che soltanto ascoltando opinioni differenti si possa giungere ad una sintesi che possa ben funzionare", ha esordito il presidente di NUOVOIMAIE Andrea Micciché, "Quando parliamo di reti, parliamo in effetti di almeno quattro diritti: dei creatori e dei realizzatori (cioè di coloro che appartengono alla filiera artistico-creativa-distributiva), degli utenti (che possono e devono poter aggiungere a contenuti in modo lecito), degli aggregatori (che sono degli imprenditori e hanno pur sempre il diritto di poter operare in modo lecito) e di noi cittadini di questo Paese (che abbiamo il diritto di esigere che la rete sia governata da regole)".

La direttiva, a lungo oggetto di dibattito nelle settimane precedenti il sì alla riforma del copyright UE, sancito lo scorso 12 settembre, è stata commentata da - tra gli altri - rappresentanti di motori di ricerca come Google, federazioni come Confindustria Digitale, FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) e FAPAV (Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali) e associazioni come la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), i quali hanno espresso pareri diversi e talvolta contrastanti sulla direttiva copyright.

"Rispetto al tema specifico della proposta di direttiva, Confindustria Digitale non ha espresso un favore particolare rispetto ai contenuti che sono stati poi inseriti nella proposta di direttiva. Sin dalla sua presentazione sembrava un patchwork di misure che andavano a dare risposte sì immediate ma forse non troppo sistematiche a problemi denunciati da pezzi della filiera digitale. Queste risposte, secondo noi, non sembrano andare nella direzione che consentirebbe di raggiungere l'obiettivo principale, quello di definire un quadro normativo che vada ad incentivare lo sviluppo del mercato digitale e il mercato legale dei contenuti", ha esordito Marzia Minozzi di Confindustria Digitale. "Dal nostro punto di vista non ci potrà essere un futuro dell'industria culturale se non saranno ben chiarite le regole del gioco", ha aggiunto Federico Bagnoli Rossi di FAPAV.

Enrico Bellini ha voluto a sottolineare la posizione di Google sulla direttiva: "Smettiamola di pensare che le aziende vogliano il far west. È una balla clamorosa e colossale che notori esperti dell'industria dei contenuti stanno continuando a fomentare. Non è vero. Andate a chiedere all'AgCom se YouTube e Google non hanno collaborato dando contributi costruttivi. L'industria musicale, da quando è stato creato YouTube, ha ricevuto 6 miliardi di dollari solo come revenue sharing, dalla condivisione di profitti generati dai video. Stiamo parlando di statistiche che non considerano il servizio YouTube Music, appena lanciato. Quindi queste risorse continueranno ad aumentare. Ci schieriamo dalla parte di chi tutela il diritto d'autore e tutela la creatività. Ma abbiamo bisogno di una direttiva che guarda al futuro".

Il produttore cinematografico Carlo Degli Esposti ha invece portato sul palco del convegno la sua posizione e quella dei suoi colleghi: "Si è perso il valore di mettere in primo piano chi crea l'opera. Il diritto di sfruttare il prodotto è sempre stato sottratto da chi aveva più potere. Ma oggi la moltiplicazione degli sfruttamenti può peggiorare di molto la situazione".

La posizione di SIAE è stata invece delineata da Paolo Agoglia, che ha portato al convegno il messaggio del presidente Mogol: "Questa è una battaglia che va fatta per il futuro. Quando si parla di diritto d'autore, non si parla di privilegi: bisogna riconoscere un diritto ad un lavoratore, l'autore appunto. Siamo arrivati alla stesura dell'articolo 13 dopo alcune difficoltà. Su questi temi del copyright si muovono quelli che saranno gli sviluppi della responsabilità sulla rete per tutta una serie di ambiti che superano lo stesso copyright. Bisogna riflettere anche sulla grandissima opera di disinformazione e pressione sui parlamentari europei, svolta dalle grandi piattaforme, che hanno attivato motori di produzioni di e-mail per disinformare sulla realtà che stava entrando in gioco con quella votazione. Dicevamo: 'Questi sono forti'. Mogol ci ha risposto: 'Loro hanno i soldi, ma noi abbiamo ragione'".

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

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