NEWS   |   Italia / 22/10/2018

X-Factor 2018, presentati a Milano i live. Lodo Guenzi: 'Ecco perché non farò entrare la politica nel talent. E su Asia dico che...'

X-Factor 2018, presentati a Milano i live. Lodo Guenzi: 'Ecco perché non farò entrare la politica nel talent. E su Asia dico che...'

E' stata presentata nella mattina di oggi, lunedì 22 ottobre, presso il teatro la X-Factor Arena - il teatro Linear Ciak di Milano - la parte finale della dodicesima edizione del talent show musicale prodotto da Sky e Freemantle Media. A incontrare i giornalisti è stato tutto lo stato maggiore del programma, dai giudici al gran completo in compagnia delle rispettive squadre al presentatore Alessandro Cattelan, passando per lo staff di Strafactor - Elio, Pupo e la Dark Polo Gang - e di X-Factor Daily, che verrà presentato da Benji e Fede, senza dimenticare il direttore delle produzioni di Sky Italia Nils Hartmann, il nuovo direttore artistico della trasmissione Simone Ferrari e il regista Luigi Antonini. L'incontro, durato circa un'ora, ha toccato diversi temi, che per comodità raggrupperemo tematicamente.

 

La produzione

Il rinnovato spazio della X-Factor Arena, spiega Ferrati, "permetterà l'allestimento di dieci set up completamente differenti tra loro attorno alle performance: l'idea era quella di creare spazi diversi per esibizioni diverse. E' stato importante, per noi, creare un team con provenienze diverse per contaminarci a vicenda. Stiamo lavorando molto sui dodici concorrenti, che vogliamo diventino tutti dei personaggi". "Questa è l'edizione di X-Factor più bella di sempre", gli fa eco Hartmann: "Colgo l'occasione per dare il mio benvenuto a Lodo Guenzi [chiamato in sostituzione di Asia Argento, tema - quello del suo ingaggio - approfondito più avanti nel corso dell'incontro, ndr]". Mentre il direttore generali dei contenuti Eugenio Bonacci osserva come il livello dei concorrenti sia "particolarmente alto e ben distribuito nelle varie categorie: sarà una grande edizione", Cattelan si limita a dire: "Sono molto tranquillo: non vedo l'ora di iniziare". La parola, quindi, passa ai giudici e agli artisti in gara...

 

I giudici, le squadre

"Spero che la mia squadra non diventi un circo equestre", osserva Manuel Agnelli, coach della categoria Under Donne: "Cominceremo con le cose facili ma voglio far ascoltare alle ragazze cose che non hanno mai ascoltato, perché vorrei che sfruttassero questo percorso per conoscere più musica e allargare i loro orizzonti. Se le ho scelte significa che ho individuato in loro un'urgenza e una volontà di esprimersi che va oltre il semplice spettacolo". "Siamo un gruppo molto affiatato, ci siamo date supporto a vicenda", ribatte Luna, con Martina Attili e Sherol Dos Santos in gara nella categoria affidata al leader degli Afterhours: "Stiamo facendo tanta esperienza, stiamo crescendo come artiste e  come persone. Questa che stiamo vivendo è una bellissima esperienza, che ci sta cambiando in bene".

"La categoria Over ho sempre cercato di evitarla, perché è la più difficile", spiega Fedez, tutor degli artisti meno giovani: "Ve ne sarete accorti già dal nostro bootcamp, che è stato senza dubbio problematico. Abbiamo recuperato, però. Per quanto mi riguarda, questa sarà l’edizione più stimolante, proprio perché la più difficile che mi sia capitato di fare". "E' vero, siamo la categoria più complessa", ribatte Naomi, che con Matteo Costanzo e Renza Castelli compone la squadra degli Over: "Siamo un gruppo molto unito, però. Questa esperienza è bella e interessante, anche se all'inizio non è stata semplice. Cosa vogliamo fare? Vogliamo spaccare e farvi vedere quello che sappiamo fare veramente".

"Conosco poco i ragazzi, li ho scelti nella speranza che facciano qualcosa di particolare", spiega Mara Maionchi, al timone della squadra Under Uomini: "In questo lavoro occorre sempre essere molto cauti. Almeno fino a quando si arriva primi in classifica: lì, poi, c'è solo da avere paura, perché si può solo scendere".

"Musicalmente sono le band che avrei scelto anche io", assicura Lodo Guenzi, subentrato ad Asia Argento nella categoria gruppi: "Sono persone che mi piacciono molto. Del resto le band sono meccanismi regolati da dinamiche molto complesse, ma dove c'è sempre molta amicizia. E loro sono gruppi di persone molto affascinanti, che raccontano energie molto diverse tra loro". "Lodo è uno di noi", gli fa eco Silvia, la cantante dei Seveso Casino Palace, con i Bowland e i Red Bricks Foundation parte della squadra ora guidata dal cantante (anche se a lui non piace essere considerato tale: "All'inizio poteva essere anche vero, ma ora siamo un collettivo, le parti cantate sono divise in tre parti quasi uguali") dei Lo Stato Sociale: "E' entrato a far parte dei nostri gruppi. È riuscito a accostare tutto e a adeguarsi a ogni nostra particolarità. Si sta bene, siamo un gruppo molto unito".

 

Lodo Guenzi: 'Niente politica a X-Factor, ma...'

Pur non avendo mai fatto mistero del proprio orientamento politico, Lodo Guenzi ha assicurato che la politica resterà fuori dal suo ruolo di giudice a X-Factor. "Certe cose dette dal palco dei Lo Stato Sociale sono un conto: dette qui dirotterebbero l'attenzione dai ragazzi concentrandola su di me. Sarei egoista, se lo facessi, e non posso proiettare le mie visioni politiche su di loro. Tuttavia sarebbe bello se gli artisti italiani iniziassero a esplicitare la propria posizione politica. Negli USA, per esempio, è diverso: tutte le popstar si sono espresse - chi a favore, chi contro - su Trump, e questo crea presso il pubblico una narrazione che prosegue anche una volta finito il singolo in promozione".

 

Lodo Guenzi giudice a X-Factor

"Nella vita ho cambiato idea su tante cose, ma non questa volta", spiega Guenzi a chi gli chiede come si trovi a fare il giudice di un talent show lui, che nel brano sanremese "Una vita in vacanza" cantava "...nessuno che dice se sbagli sei fuori": "All'Ariston dicevo che la competizione è per i cavalli e non per gli artisti, che è il modo nel quale sono solito accostarmi alle gare. Riguardo ai ragazzi, credo che il discorso non sia tanto vincere, ma portare avanti un discorso: io tifo per loro perché riescano a raccontare chi sono, a prescindere dal programma".

"Se qualcuno, qualche anno fa, mi avesse detto che sarei arrivato secondo a Sanremo e che sarei diventato un giudice di X-Factor gli avrei risposto di cambiare spacciatore", prosegue Guenzi: "Io non mi sarei mai scelto come giudice: non sono dotato di un particolare culto nei confronti di me stesso, infatti mi sono guardato bene dal contattare la produzione per proporre una mia candidatura: quando mi hanno proposto di partecipare come giudice, però, me la sono sentita - a differenza di quanto successe per Sanremo, nei confronti del quale ero molto più dubbioso. La decisione l'abbiamo presa tutti e cinque, perché i Lo Stato Sociale non hanno un frontman, leader o cantante che dir si voglia:  nelle interviste, infatti, parliamo indifferentemente tutti e cinque. Per X-Factor ho avuto da subito la sensazione di avere intorno persone serene e convinte, ecco perché ho fatto leva sulla forza del collettivo".

 

Lodo Guenzi, l'eredità di Asia Argento e il j'accuse di Celentano

"La chiamata da X-Factor è arrivata due giorni prima del debutto di 'Il giardino dei ciliegi' [pièce di Anton Čechov rielaborata in chiave contemporanea dalla compagnia Kepler - 452, nel cast della quale è presente lo stesso Guenzi, ndr], che giusto in questi giorni debutterà al Teatro Franco Parenti di Milano. Poi il 31 ottobre uscirà il fumetto di Alberto [Guidetti, anche lui nei Lo Stato Sociale, ndr] e ci saranno anche un sacco di firmacopie in giro per l'Italia. Farò i salti mortali per essere presente il più possibile". "Abbiamo incontrato tante persone, in una situazione del tutto atipica", aggiunge Hartmann a proposito dell'ingaggio di Guenzi: "E Lodo ci dava più garanzie rispetto agli altri candidati".

Sulle dichiarazioni rilasciate da Celentano all'ANSA riguardo la sostituzione della Argento con Guenzi ("alle spalle della bella 'X' si nasconde un mostro dal falso moralismo pronto a condannare e a eliminare in nome della sua traboccante ipocrisia") il direttore delle produzioni di Sky Italia mostra grande diplomazia: "Ognuno è libero di esprimere la propria opinione: se Lodo è qui con noi c'è un motivo, che abbiamo comunicato chiaramente nel corso della conferenza stampa di presentazione. Nessuno di noi ha un giudizio su Asia, e nessuno di noi crede ad alcuna tesi. Tutte le decisioni che abbiamo preso, ci tengo a dirlo, sono state prese di comune accordo tra le parti". Sull'uscita del Molleggiato interviene anche - scherzosamente - Mara Maionchi: "Questa è difficile", spiega la giudice a proposito dell'esternazione del veterano performer, "Ma cosa c'entra? Lui non fa un fumetto dove si mostra giovane? Eppure ha una bella età anche lui... Tutti abbiamo una bella età, e di stronzate capita di dirne". Per ultimo prende parola il diretto interessato: "Sono stato contattato per occupare un posto lasciato vacante da una persona che guardavo con piacere mentre era in TV, e nel mio piccolo provare a far crescere questi ragazzi è l’unico modo che ho per onorare il suo lavoro. So di trovarmi in una situazione particolare, ma quello che conta è il futuro di questi ragazzi. Mi ha fatto piacere ricevere il suo in bocca al lupo sui social, è stato un gesto affettuoso. Sono felice di avere a che fare con le persone che lei ha scelto".