NEWS   |   Italia / 21/10/2018

Con il brano “Cantautore” Morgan rivoluziona il concetto di canzone: è il pubblico a scegliere chi la interpreta

Con il brano “Cantautore” Morgan rivoluziona il concetto di canzone: è il pubblico a scegliere chi la interpreta

Nella mente e nelle azioni di Morgan si sbriciola l’idea di uniformità. D’altronde non è la prima volta. Ma a questo giro a finire nel mirino è il concetto stesso di canzone che, da prodotto di un artista, diventa matrioska personalizzata del pubblico. Il fondatore dei Bluvertigo a breve presenterà un nuovo brano, “Cantautore”, realizzato con la collaborazione e l’interpretazione di quasi 40 artisti italiani, tra cui Francesco Guccini, Gino Paoli, Carmen Consoli, Giuliano Sangiorgi, Alice, Federico Zampaglione, Calcutta, Sergio Cammariere, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Roberto Vecchioni, Eugenio Finardi e altri. La canzone verrà proposta sul sito ufficiale di Morgan, dove sarà il pubblico a scegliere da chi sentirla cantare. Si avrà anche la possibilità di decidere a quale cantautore far interpretare una determinata strofa o un ritornello, componendo in modo innovativo il brano con le voci degli artisti che si preferiscono e che hanno voluto aderire al progetto.

“La prima versione, in realtà, era finita da tempo, avevo come ospiti e interpreti aggiunti Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi, Alice e qualcun altro – ricorda Morgan - ma poi mi ha scritto Carmen Consoli, voleva partecipare anche lei. Poi è arrivato Niccolò Fabi e il progetto si è allargato ancora. Altri artisti erano in vacanza e una volta tornati mi hanno risposto, mandandomi dei file audio con la loro versione della canzone. Ancora oggi ricevo nuove interpretazioni. Tempo fa, mettendo tutto in ordine, quasi per gioco ho iniziato a fare dei mix, amalgamando la voce di Giuliano Sangiorgi con la mia o con quella di Fabi. E mi sono detto: magnifico, questo lo deve poter fare la gente”.
Il numero degli artisti coinvolti si espande a macchia d’olio. Ed è proprio quel “non finito” a stuzzicare la fantasia di Morgan. Fino a poco tempo fa erano quasi quaranta, ma adesso sto perdendo il conto – sorride Morgan - potrebbe essere un progetto che non finisce mai, che si aggiorna sempre, per questo lo trovo ancora più stimolante”. La possibilità di avere tante e diverse versioni è uno dei caposaldi della nuova visione di Morgan.Tu ti chiami Claudio, e avrai la tua “Claudio version”: ognuno comporrà la sua canzone – sottolinea - vuoi che quel passaggio lo canti Guccini? Quella parte invece ti piacerebbe sentirla con la voce di Ruggeri? Il ritornello è materia di Silvestri? I cori sono affare di Morgan? Bene, si potrà fondere tutto e creare la propria canzone. Oppure ascoltarla tutta interpretata da un solo artista, da me o da altri”.

Un puzzle perfetto. Al pubblico il compito più importante: la scelta delle componenti. L’obiettivo è quello di una condivisione “alta”. “Oggi sui social si condivide dando qualche cosa a qualcuno, ma quello non significa condividere, è sbattere davanti agli occhi – spiega l’artista – per me una canzone è come un figlio, quando nasce voglio che stia al mondo in un certo modo. In questo momento mi interessa coinvolgere e con-dividere, pezzo per pezzo, quello che sono e faccio. E così divido tutto in parti uguali con altri colleghi, dando il massimo potere al pubblico. Il brano, in modo bizzarro, racconta chi è il cantautore. Tutto mi è venuto in mente mentre ero sotto la doccia, le idee migliori nascono sempre lì, lo sa bene Woody Allen”. E così il cantautore diventa “uno e centomila”, ma mai paradossalmente “nessuno”, perché è proprio sulla forza della voce e dell’interpretazione che si fonda il brano “fai da te”. “Essere un cantautore significa avere un moto dello spirito – conclude Morgan - è un modo di stare al mondo, di vivere. I cantautori, anche se oggi non esistono più quelli impegnati, non vivono la musica, ma musicano la vita”.

(Claudio Cabona)

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