NEWS   |   Recensioni concerti / 21/10/2018

Ghali e la sua Disneyland: il report del concerto al PalaAlpitour di Torino - SCALETTA/FOTOGALLERY

Ghali e la sua Disneyland: il report del concerto al PalaAlpitour di Torino - SCALETTA/FOTOGALLERY

È un moderno Michael Jackson – con le dovute proporzioni, s’intende - lo spilungone venticinquenne che si muove questa sera sul palco del PalaAlpitour di Torino, scivolando su basi minimal con movenze molto più affini al mondo del pop che a quello della trap. Alla prima tappa - dopo la data zero di giovedì scorso a Mantova – del suo nuovo tour, Ghali arriva vestito Gucci da capo a piedi e accompagnato da una sontuosa scenografia, frutto di un lungo lavoro di ideazione dello show realizzato in collaborazione con Giò Forma e The Perseverance. Dopo esibizioni nelle discoteche e nelle piazze, il rapper di origini tunisine cresciuto nella periferia milanese ha fatto il suo approdo nei palazzetti d’Italia – dai palazzi ai palazzetti, dice lui – senza passare dai club, realizzando qualcosa che, a sua detta, non è mai successo prima: un ragazzo italo-tunisino delle case Aler di Baggio ora suona davanti a migliaia – circa 8mila presenze sono i numeri riportati dall’organizzazione in conferenza stampa - di persone. Giovanissimi, per la maggior parte, accompagnati dalle famiglie: genitori che forse per una volta non disapprovano la musica amata dai figli e dalle figlie.

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“È la musica che mette d’accordo tutti in macchina, in viaggio”, spiega l’artista ai giornalisti raccolti nel backstage del PalaAlpitour prima dell’inizio dello show, “l’ultimo abbraccio al mio pubblico prima di mettermi in studio a lavorare al nuovo disco”. Disco che la voce di “Habibi” annuncia, sul palco, in arrivo nel 2019. Sarebbe il secondo per Ghali, che ha all’attivo il solo l’album d’esordio, “Album”, uscito nel maggio 2017 e seguito, a novembre, da “Lunga vita a Sto”, che raccoglie i primi lavori del rapper, precedenti al debutto. I materiali più recenti firmati da Ghali sono i successivi singoli “Cara Italia”, “Peace & Love”, in collaborazione con Sfera Ebbasta, e “Zingarello”: con questo bagaglio alle spalle il rapper, dopo aver lasciato passare un po’ di tempo – “Ho perso la smania di strafare” -, ha dato il via al suo tour nella Penisola, con il sogno di portarlo anche, un giorno, all’estero, magari nei paesi nordafricani dove risiedono le sue origini. Lo racconta lui stesso, spiegando come il concept dello show sia “universale”. E se l’ultima volta che aveva incontrato la stampa Ghali aveva definito lo spettacolo “urban fantasy”, ora lo paragona all’immaginario disneyano: “Mi sento Disney nel mio show, è qualcosa che evoca nostalgia tra i più grandi e stupisce i più piccini”. 

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Con un taglio teatrale, il live è costruito intorno al dialogo tra Ghali e il suo amico immaginario Jimmy, che ricordano insieme il percorso dell’artista, a partire dalla sua infanzia, rievocata anche dai video che lo seguono nell’incedere dello show. Il rapper, che sembra così piccino quando è solo sulla piattaforma LED al centro del palco, svela la voce di Jimmy, tra una coltre di stelle, dopo i primi tre pezzi – “Lacrime”, “Optional” e il trittico “Cazzo mene”/”Vai tra”/”Sempre me” – e dopo “Bugiardi” e “Pizza kebab” accoglie sul palco la band alla quale ha affidato il compito di riprodurre dal vivo i campionamenti del suo repertorio. “Quattro suoni, ma precisi e puliti”, li definisce così, facendo notare come la sua musica “per quanto colorata e folkloristica, sia molto minimale nel suono”. Oltre ai musicisti - Gianluca Ballarin alle tastiere, Leonardo Di Angilla alle percussioni e Luca Marchi al basso – Ghali ha con sé le due coriste Nadia Guelfi e Jennifer Vargas Antela e la consolle di DJ Dev. Non solo: come annunciato, i concerti prevedono ospiti sempre diversi, che questa sera portano i nomi di Capo Plaza, con il quale Ghali ha cantato “Ne è valsa la pena”, e Charlie Charles, produttore dell’artista e nome di punta dei grossi nomi della trap di casa nostra, che ha raggiunto il suo artista sulle note di “Peace & Love”. Sovrastato da urla di giovani voci – soprattutto femminili, bisogna ammetterlo – il rapper gioca con le luci e i colori del “blacktrax”, sistema in grado di far interagire i suoi movimenti con i contenuti video e l’illuminazione, conducendo il pubblico, dopo ben quattro cambi d’abito, alla fine dello show, che si chiude con “Ninna nanna” e “Cara Italia”. Per farsi un'idea, i primi 15 minuti del concerto di Torino
saranno trasmessi in TV, mercoledì 24 ottobre alle 21:00 su Real Time.

L’augurio di Ghali, salutando i fan, è che tutti possano coronare, un giorno, i propri sogni. Non lo nasconde, è così che si sente lui: come un ragazzo che ce l’ha fatta. Ed è bello che sia qui a celebrarlo con un sorriso ancora timido e un’attitudine sconosciuta all’universo rap. È la sua forza, quella di chi ha un amico immaginario di nome Jimmy e di chi “tanto non mi fanno entrare, ho la ragazza nerd”. Se anche noi possiamo augurare qualcosa, dall’altra parte del palco, a lui, è che niente e nessuno gliela porti via.

(em)

SCALETTA:

Lacrime
Optional
Cazzo mene/ Vai tra/ Sempre me
Bugiardi (freestyle)
Pizza kebab
Willy Willy
Mamma
Ora d'aria
Freestyle Salvini
Ricchi dentro
Marijuana
Boulevard
Come Milano/Milano
Dende
Happy Days
Ne è valsa la pena
Peace & love
Zingarello
Vida
Liberté
Habibi

BIS

Ninna nanna
Cara Italia

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