Kim Fowley, il Dorian Gray del rock’n’roll (1 / 16)

Kim Fowley, il Dorian Gray del rock’n’roll

Ha collaborato con i Soft Machine e Gene Vincent, con i Seeds e con i Modern Lovers, con i Blue Cheer e con Alice Cooper, con i Kiss e con le Runaways e con molti altri artisti meno noti. Eppure lui, Kim Fowley, morto il 15 gennaio del 2015 a 75 anni, è uno dei nomi più misconosciuti della scena musicale, almeno per il grande pubblico. Un po’ come Van Dyke Parks, è stato una sorta di eminenza grigia, influente ed eclettica, che ha lasciato segni della sua intelligenza e della sua originalità in decine di produzioni discografiche.

A sua volta è stato anche protagonista in prima persona di una discografia curiosa e bizzarra, della quale vi suggeriamo (anche a vostro rischio e pericolo) di ascoltare alcuni esempi nelle pagine che seguono.

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