NEWS   |   Industria / 18/10/2018

USA, Ticketmaster sempre più nella bufera per lo scandalo secondary ticketing: per la CBC è rivolta tra i manager degli artisti

USA, Ticketmaster sempre più nella bufera per lo scandalo secondary ticketing: per la CBC è rivolta tra i manager degli artisti

Ci sarebbero nuovi guai in vista per la filiale americana di Ticketmaster, il colosso del ticketing online apparentato a Live Nation che lo scorso settembre è stato accusato da un'inchiesta della CBC, il servizio pubblico radiotelevisivo canadese, di connivenza con le piattaforme operanti sul mercato secondario, alle quali la società guidata nel nordamerica da Jared Smith avrebbe concesso stock di biglietti da rivendere a prezzo maggiorato previo la corrispondenza di parte della plusvalenza generata dalla speculazione: sempre secondo una nuova inchiesta della CBC diversi manager di star internazionali la cui biglietteria è gestita da Ticketmaster starebbe chiedendo spiegazioni ai vertici della società.

I cronisti canadesi sarebbero riusciti a consultare un carteggio e-mail iniziato dal manager di Mark Knopfler, Paul Crockford, che avrebbe indirizzato una mail proprio a Smith mettendo in copia i colleghi che curano gli interessi di, tra gli altri, Radiohead, Depeche Mode, Drake, Bruno Mars, Pixies, Mumford & Sons e altri: "L'impressione che avete dato come società è quella di non fare nulla per contrastare i rivenditori seriali", avrebbe scritto Crockford a Smith lo scorso 19 settembre, "[Le vostre] erano tutte cazzate da dare in pasto all'opinione pubblica mentre, di fatto, state prendendo una posizione ipocrita e senza principi parteggiando per gli speculatori?".

Solo una settimana fa Bill Pascrell, rappresentante al Congresso degli Stati Uniti che già si oppose, nel 2010, alla fusione tra Live Nation e Ticketmaster, ha ufficialmente domandato al Ministro della Giustia USA Jeff Sessions di aprire un'indagine sulla società, che a causa del clamore suscitato dall'inchiesta canadese ha perso il 9% alla Borsa di New York - restando comunque 23 punti percentuali sopra la quotazione registrata esattamente un anno fa a Wall Street.