NEWS   |   Pop/Rock / 17/10/2018

Greta Van Fleet - la recensione di "Anthem of the peaceful army"

Greta Van Fleet - la recensione di "Anthem of the peaceful army"

Sono uno dei casi rock dell’anno. Esaltati come i nuovi Led Zeppelin, accusati d’essere una copia sbiadita del gruppo di Jimmy Page e Robert Plant, gli americani Greta Van Fleet cantano di pace e amore in un disco che prende sì dall’hard rock anni ’70, ma anche dal folk, dalla psichedelia, dal blues. E nel farlo, riempiono un vuoto con un entusiasmo contagioso.

Certi dischi sollevano domande. Quella che sorge dopo aver ascoltato “Anthem of the peaceful army” è questa: che cos’è il rock nel 2018? Un suono da replicare? Una tradizione da rispettare? Una sfida all’esistente? Emersi suppergiù un anno fa con “Highway tune”, una canzone che nella scrittura, nell’esecuzione, nell’arrangiamento e nella produzione era ispirata spudoratamente ai Led Zeppelin, gli americani Greta Van Fleet sono diventati rapidamente un caso. Per alcuni sono il simbolo di quel che il rock era e che dovrebbe tornare ad essere. Per altri sono una band irrilevante, figlia di questo tempo in cui il rock sembra aver perso la capacità di rinnovarsi e somiglia sempre più a una seduta spiritica...

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