NEWS   |   Italia / 16/10/2018

Simona Norato - la recensione di "Orde di brave figlie"

Simona Norato - la recensione di "Orde di brave figlie"

Prodotto da Cesare Basile, “Orde di brave figlie” è il secondo album di Simona Norato, in uscita a tre anni di distanza da quel “La fine del mondo” che nel 2015 entro nella final six del Premio Tenco nella categoria Miglior Opera Prima. La musicista palermitana (autrice, cantante, chitarrista e tastierista) torna con nove pezzi di cantautorato ruvido, incisi in presa diretta proprio per mantenere intatta questa indole spigolosa che musicalmente si traduce in un folk di confine, un sound che all’occorrenza sa diventare però rock, jazz o blues. Registrato e mixato a Catania presso gli Studi di Zen Arcade da Guido Andreani, “Orde di brave figlie” è stato scritto interamente da Simona Norato fatta eccezione per l’opening track “Un solo grande partito” il cui testo è liberamente ispirato a “1984” di George Orwell”,  “Ci chiederanno”, scritto da Federica D’Alessandro, e “Palastramu”, uno dei due strumentali del disco, scritto su un tema originale di Francesco Incandela.

L’ho chiamato “Orde di brave figlie” pensando al sottile piacere che ho ricevuto dalle relazioni pericolose...

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