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NEWS   |   Italia / 25/11/2018

Grandi canzoni di grandi cantautori: “Emozioni” di Lucio Battisti (1970). ASCOLTA

Grandi canzoni di grandi cantautori: “Emozioni” di Lucio Battisti (1970). ASCOLTA

“Emozioni” di Lucio Battisti (musica di Lucio Battisti, parole di Mogol)

Geniale e irrequieto, il ventenne Lucio Battisti ha già girato l’Italia, dalla provincia di Rieti alla capitale, da Napoli a Milano, in cerca di gruppi ed esperienze musicali stimolanti, lui che come regalo per il diploma delle Medie ha voluto “solo una chitarra”. Considera Elvis Presley “niente di nuovo” rispetto al Little Richard di “Tutti Frutti”, e il Gino Paoli di “Il cielo in una stanza” una copia degli chansonnier francesi. In compenso adora Bob Dylan – quando in Italia è ancora per pochi intimi – ma anche Donovan e gli Animals e resta affascinato da “Una lacrima sul viso”, proposta da Bobby Solo a Sanremo 1964, perché è “moderna e classica” nello stesso tempo. Il testo è di Giulio Rapetti, quel Mogol che dividerà con lui quindici anni di canzoni eterne. Lucio suona la chitarra nel complesso I Campioni, di cui hanno fatto parte l’urlatore Tony Dallara, il sassofonista soft Fausto Papetti e il cantante Roby Matano, che suggerisce a Battisti di comporre e interpretare da solo i suoi brani, con quella voce così sottile. Insomma di fare il cantautore. Dopo la cover di “Adesso sì” di Endrigo, comincia “l’avventura”, come il titolo del brano composto con Mogol, portato alla sua prima e unica partecipazione a Sanremo nel 1969, in coppia con il re del soul americano Wilson Pickett. Sul retro del 45 giri c’è già un capolavoro del repertorio Mogol-Battisti, “Non è Francesca”, struggente e delicatissima ballata della gelosia che offre ai detrattori quelle coordinate “maschiliste” che perseguiteranno Battisti (e naturalmente Mogol) per tutta la carriera: “Lei è sempre a casa che aspetta me, non è Francesca”. E poi quella chiusa strumentale, affidata all’arrangiamento di Gian Piero Reverberi, su un’unica nota ossessiva tormentata da strumenti inattesi e da registrazioni capovolte, quasi la consapevolezza che quella è veramente “la sua Francesca”, quella che “non ha mai chiesto di più”. Sempre nell’anno caldo 1969 si condensano “Acqua azzurra, acqua chiara”, “Dieci ragazze”, “Mi ritorni in mente”, “7 e 40”; l’anno dopo escono “Fiori rosa, fiori di pesco”, “Il tempo di morire”, “Anna”. Ma anche “Emozioni”, considerato l’apice passionale e simbolico di Lucio e Giulio, che traggono ispirazione da un giro d’Italia a cavallo che hanno appena concluso insieme. In pochi giorni Battisti crea l’arazzo musicale, Mogol ci depone un testo “perfetto”. Difficile credere che quella canzone sia stata scritta a due mani. L’arpeggio iniziale si fonde con: “Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi / ritrovarsi a volare / e sdraiarsi felice sopra l’erba ad ascoltare / un sottile dispiacere”. Fino al crescendo di archi e disperazione: “E guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere / se poi è tanto difficile morire” per tornare a una dolce rassegnazione: “E chiudere gli occhi per fermare / qualcosa che / è dentro me / ma nella mente tua non c’è / capire tu non puoi / tu chiamale se vuoi / emozioni”. Alla registrazione in studio, Lucio esce in lacrime e dà il “buona la prima”. Nello stesso anno, a Londra, Battisti e Mogol incontrano casualmente Pete Townshend, guru degli Who e del rock internazionale. Dopo aver origliato “Emozioni”, Pete esclama: «Wait a minute» e se ne va. Torna con un codazzo di artisti e produttori, commentando: «Ascoltatela, è fantastica». A Lucio viene offerto un ingaggio per una tournée americana ma lui non accetta perché ritiene eccessivo il 25 per cento richiesto dagli organizzatori. Anche in questo, è già diventato un autentico brianzolo.

Estratto da "I migliori anni della nostra musica. Un secolo di cantautori in 200 canzoni" di Federico Pistone, Arcana edizioni.
© 2018 Lit Edizioni Srl. Per gentile concessione

Già pubblicate:
“Cantico dei drogati” di Fabrizio De André
“Canzone per te” di Sergio Endrigo
“Ti te se’ no” di Enzo Jannacci
“Ritornerai” di Bruno Lauzi
“Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco
“Il cielo in una stanza” di Gino Paoli

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