NEWS   |   Pop/Rock / 18/10/2018

Laura Nyro, la dea incompresa (1 / 16)

Laura Nyro, la dea incompresa

“È una dea”, dice il giovane protagonista della pellicola di Michael Mayer “Una casa alla fine del mondo” mentre corrono nella stanza le note di “Gonna Take a Miracle” di Laura Nyro. Il brano, scritto da Teddy Randazzo, Bobby Weinstein e Lou Stallman e inciso per la prima volta dalle Royalettes nel 1965, è contenuto nell’eponimo album, uno dei rari momenti in cui la stella della cantante, compositrice e pianista newyorkese ha brillato anche dove la sua luce faticava solitamente ad arrivare. Il disco, uscito nel 1971, è stato, infatti, sebbene sia un album di cover, il più amato, dal pubblico e dalla critica – insieme a “Eli And The 13th Confession” -, della carriera di un’artista di culto, poco incline farsi conoscere attraverso le classifiche e poco disposta a piegarsi alle logiche discografiche. Il suo segno Laura Nyro, al secolo Laura Nigro, nata 71 anni fa, il 18 ottobre 1947, l’ha lasciato comunque, specie per le grandi voci femminili della canzone americana che sono venute dopo di lei e che di lei non hanno dimenticato la poesia e quella capacità di mescolare il jazz, il blues e la Motown con il linguaggio della beat generation.

Laura Nyro è venuta a mancare nell’aprile del ’97 per un tumore, lo stesso che aveva portato via sua madre anni prima. La ricordiamo ripassando alcune delle sue canzoni, paradossalmente non sempre portate al successo dalla sua interpretazione.