NEWS   |   Industria / 04/10/2018

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 21: la riforma del copyright UE spiegata nei dettagli dal presidente Andrea Micciché

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 21: la riforma del copyright UE spiegata nei dettagli dal presidente Andrea Micciché

Nella puntata numero 19 di Osservatorio NUOVOIMAIE avevamo fatto il punto sulla nuova direttiva riguardante il diritto d'autore approvata dal Parlamento Europeo lo scorso 12 settembre: il Direttore della società di collecting che rappresenta Artisti, Interpreti ed Esecutori Maila Sansaini aveva spiegato - alla luce dell'acceso dibattito scaturito in seguito al via libera da parte degli eurodeputati al testo presentato dal relatore Axel Voss - perché il provvedimento appena passato non debba essere temuto dagli utenti del Web, allarmati da voci incontrollate circa una possibile stretta - indicata da alcune parti come vera e propria censura - sui contenuti condivisi in Rete dagli utenti di piattaforme UGC e social network.

A poco più di tre settimane dall'approvazione della direttiva il Presidente di NUOVOIMAIE Andrea Miccichè è tornato sull'argomento, illustrando in termini più tecnici i contenuti e gli aspetti legali del provvedimento.

"La riforma UE del copyright è il tentativo di dare una disciplina coerente alla diffusione attraverso il Web di prodotti culturali. Il via libera del Parlamento Europeo è una buona notizia", ha spiegato Micciché: "Oggi la diffusione via Internet di informazioni è priva di una regolamentazione propria: una disciplina legislativa in merito deve oltrepassare i confini nazionali, per trovare attraverso la regolamentazione nei vari paesi una linea coerente. La direttiva copyright è esattamente questo: il tentativo messo in atto è quello di dare - noi pensiamo in modo positivo ed esauriente - dei principi uniformi e coerenti ai quali le singole nazioni si dovranno adeguare"

"Il popolo della Rete non ha nulla da temere", chiarisce senza mezzi termini il Presidente di NUOVOIMAIE, "Innanzitutto perché buona parte della disciplina non comprende i siti che svolgono attività di basso profilo [come blog o siti personali, ndr], ma soltanto i grandi aggregatori di informazione. In secondo luogo non c'è nulla di rivoluzionario nel cercare di disciplinare un settore completamente privo di disciplina. Le informazioni non saranno imbavagliate o 'legate', ma semplicemente governate da un sistema coerente di autorizzazione, che sarà necessariamente avviata e attuata a prezzi equi"

Ha fatto scalpore, nel dibattito pro o contro la nuova normativa, i diversi richiami - anche da parte di esponenti di istituzioni - del termine "censura". Ma, secondo Micciché, "parlare di censura a proposito della direttiva è sbagliato nella misura in cui sarebbe sbagliato parlare di censura a proposito della legge rispetto al furto. Questa è semplicemente una disciplina che cerca di regolamentare e rendere coerente con un sistema veloce quale è quello di Internet. E' chiaro che a oggi c'è stata una parte del mondo della comunicazione, in particolar modo i colossi che governano la diffusione attraverso il Web, che ha guadagnato in termini di fatturato. Un'intera filiera costituita da industriali, produttori, lavoratori e creativi non ha avuto una giusta retribuzione dallo sfruttamento del proprio lavoro, mentre pochi soggetti hanno avuto ingenti guadagni. Lo scopo di questo intervento comunitario è semplicemente quello di perequare un sistema che è nettamente sperequato e a vantaggio di pochi eletti".

E' giusto, tuttavia, tenere in considerazione le istanze di tutti: per questo NUOVOIMAIE ha già messo in agenda un confronto con le parti al fine di arrivare preparati alle fasi legislative che porteranno la riforma a venire recepita dei singoli governi nazionali e quindi a diventare legge a tutti gli effetti.

"Stiamo organizzando un convegno in occasione della Festa del Cinema di Roma", ha concluso Micciché: "Sarà un incontro di approfondimento con il governo, con l'opposizione e con noi operatori del settore proprio per avere uno scambio di opinioni. Opinioni che, tra gli operatori stessi, non sono nemmeno così distanti. Ciascuno degli attori in gioco - non solo noi, ma anche il governo e l'opposizione - è portatore di diverse paure e timori: da un lato ci sono coloro che temono che la direttiva copyright altro non sia che un sistema per imbavagliare l'informazione. Dall'altro ci sono coloro che non ritengono che si possa far circolare un'opera intellettuale senza l'autorizzazione dell'avente diritto - ed, eventualmente, il pagamento del dovuto. Entrambe sono esigenze sacrosante e costituzionalmente garantite: si tratta di trovare un contemperamento tra le due esigenze, e penso che l'unico sistema che noi abbiamo a disposizione per farlo sia quello del confronto. Occorre riconoscere la fondatezza delle paure dell'altro e in questo scenario trovare un punto di equilibrio dove siano garantiti i diritti degli altri".

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.