NEWS   |   Italia / 29/09/2018

Tiromancino, Federico Zampaglione presenta 'Fino a qui': 'Io, la via di mezzo tra il pop e l'indie'

Tiromancino, Federico Zampaglione presenta 'Fino a qui': 'Io, la via di mezzo tra il pop e l'indie'

"Parliamoci chiaro. Io sono sempre stato la via di mezzo tra il pop e l'indie", dice ad un certo punto della nostra chiacchierata Federico Zampaglione. A pensarci bene, non ha affatto torto. Nel corso della sua carriera fino ad oggi il frontman dei Tiromancino si è mosso continuamente tra queste due sponde: da un lato i duetti con Manuel Agnelli e Pierpaolo Capovilla, dall'altro l'attività di autore per star del pop come Eros Ramazzotti o Alessandra Amoroso; da un lato un album come "La descrizione di un attimo" (che con quel mix tra cantautorato, hip hop e elettronica ha fatto scuola), dall'altro le partecipazioni al Festival di Sanremo, il luogo-simbolo di un certo pop italiano. "All'epoca di 'Strade' [correva l'anno 2000], era il male più totale. Però capivano che io andavo a Sanremo non per fare il sanremese, ma per portare avanti una battaglia personale, per proporre musica diversa. Quindi, poi, tutta la scena indie, compresi i rapper più estremi, nei miei confronti nutrivano un certo rispetto", spiega, "non appartengo né al pop più sfrenato né all'indie più integralista". Non sorprende, dunque, vedere radunati intorno a Zampaglione in questo "Fino a qui" artisti che provengono da mondi tra loro diversissimi. Il disco, che è uscito ieri, venerdì 28 settembre, contiene quattro inediti e le nuove versioni di alcune delle canzoni più significative della band romana.

"La descrizione di un attimo", "Due destini", "Per me è importante", "Un tempo piccolo", "Liberi", "Amore impossibile", "Muovo le ali di nuovo", "I giorni migliori", "Strade", "Imparare dal vento", "Immagini che lasciano il segno", "Piccoli miracoli": ci sono praticamente tutti i classici dei Tiromancino. Che per l'occasione hanno risuonato, riarrangiato e reinterpretato le canzoni insieme ad alcuni protagonisti della musica italiana. In ordine alfabetico: Alborosie, Alessandra Amoroso, Biagio Antonacci, Calcutta, Luca Carboni, Elisa, Tiziano Ferro, Fabri Fibra, Jovanotti, Mannarino, Giuliano Sangiorgi e i Thegiornalisti. "Negli anni mi avevano fatto capire che gli piacevano determinate canzoni dei Tiromancino. Sapevo ad esempio che Jovanotti amava molto 'La descrizione di un attimo', che a Tiziano piaceva particolarmente 'Per me è importante', che Giuliano Sangiorgi era legato a 'Liberi'. Insomma, avevo già in mente cosa far cantare e a chi", racconta Federico Zampaglione a proposito delle canzoni scelte per i duetti, "facendo anche il regista, riesco a capire come inserire persone ed energie in un quadro complessivo. Ho utilizzato sicuramente anche questo metro registico per cercare di creare un'anima comune collettiva". Ma qual è il filo rosso che lega tutti i duetti? "La passione che tutti ci hanno messo. E anche la libertà. Realizzare queso disco non ha avuto a che fare con pressioni, tempistiche o obbligazioni produttive. Ci siamo chiusi in studio per mesi e ci siamo divertiti a reinterpretare delle cose che in un modo o nell'altro sono entrate tra i classici della canzone italiana. Poteva essere rischioso: non volevo fare una specie di Frankenstein in cui ogni pezzi era un blocco separato dal resto, ma costruire - anche attraverso gli inediti - un flusso collettivo".

La prima voce arrivata è stata quella di Tiziano Ferro, che ha registrato la sua parte di "Per me è importante" a Los Angeles e l'ha mandata a Federico: "Mi sono reso conto che non è scontato che dopo tutti questi anni certe canzoni continuino ad esistere, ad essere trasmesse dalle radio". Curiosa la scelta di far cantare ai Thegiornalisti e a Calcutta rispettivamente "I giorni migliori" e "Strade": "Mi piaceva l'idea di fargli cantare il lato più indie dei Tiromancino", commenta Zampaglione, "i Thegiornalisti li ho scoperti nel 2014 con 'Fuoricampo'. Calcutta, invece, ho iniziato ad ascoltarlo da 'Mainstream'. Ho rimediato i loro numeri e li ho chiamati, perché mi piaceva quello che stavano facendo. Gli ho detto: 'Menomale che stanno uscendo cose scritte da nuovi autori e che la musica dei ragazzi non sia solamente nelle mani degli interpreti dei talent. E poi ero felice che Roma si stesse finalmente risvegliando: questa è una città che quando si addormenta rimane in letargo per molto tempo. E se non ti tiri su da solo, ti schiaccia".

Gli inediti contenuti in "Fino a qui" sono quattro: "Sale, amore e vento", "Se mi verrai a cercare", "Settembre scordati di noi" e il singolo "Noi casomai", che - fa notare Federico - "ha una struttura da classicone. Se ce la fa, potrebbe diventare un evergreen".

Tra i grandi assenti del disco c'è Riccardo Sinigallia, che ha ricoperto un ruolo fondamentale nella storia dei Tiromancino ("La descrizione di un attimo", l'album che nel 2001 fece conoscere il nome della band di Federico Zampaglione ad un pubblico "mainstream", fu prodotto da lui): "Dietro a molte cose della scuola romana, quelle più riuscite, c'è Riccardo. Meriterebbe sicuramente uno spazio maggiore, perché è un grande ricercatore. Se un domani dovesse ricapitare di fare qualcosa insieme, accoglierei la cosa con un sorriso a seicento denti", dice Zampaglione.

Il tour in supporto a "Fino a qui" partirà a gennaio e vedrà la band romana esibirsi nei principali teatri italiani insieme ad un'orchestra: nel frattempo, nelle prossime settimane Zampaglione sarà impegnato con l'instore tour di presentazione dell'album (qui tutte le date).

Scheda artista Tour&Concerti
Testi