NEWS   |   Industria / 20/09/2018

RIAA, il mercato della musica registrata è cresciuto del 10% negli Stati Uniti: i dati di metà anno

RIAA, il mercato della musica registrata è cresciuto del 10% negli Stati Uniti: i dati di metà anno

La Recording Industry Association of America (RIAA) ha reso noti i numeri di metà anno, relativi al 2018, del mercato della musica registrata, mettendo in luce la positiva crescita dei ricavi avvenuta in questo primo semestre. L’associazione nata nel 1952 ha evidenziato come la spesa al dettaglio sia cresciuta, su base annua, del 10%, arrivando a 4,6 miliardi di dollari. Anche i ricavi all’ingrosso sono cresciuti con la stessa percentuale, toccando i 3,1 miliardi. 

Per quanto riguarda lo streaming, esso rappresenta ora una fetta del 75% dei ricavi della musica registrata al dettaglio negli Stati Uniti: la categoria è cresciuta del 28% su base annua - 3,4 miliardi di dollari nei primi sei mesi del 2018. All'interno del settore, i ricavi derivanti dalle sottoscrizioni a pagamento sono cresciuti del 33%, arrivando a 2,55 miliardi di dollari, che includono anche i 354 milioni conseguiti dalle sottoscrizioni ai servizi di Amazon Prime Music e Pandora Plus, che hanno limiti sul loro catalogo o possibilità di riprodurre brani su richiesta. In generale, il numero medio di abbonati musicali paganti negli Stati Uniti nella prima metà del 2018 è stato di 46,4 milioni, rispetto ai 31,5 milioni della prima metà del 2017. E se il numero di abbonati è cresciuto del 47,3%, i ricavi da essi derivanti sono aumentati del 33%. Il diffondersi della pratica della sottoscrizione a pagamento ha portato ormai gli abbonamenti streaming a rappresentare il 55,4% della vendita al dettaglio di musica negli stati a stelle e strisce.

Per quanto riguarda le altre modalità d’ascolto, le vendite fisiche negli Stati Uniti sono diminuite, in questo primo semestre, del 25%, scendendo a 462 milioni di dollari: il dato si compone di un calo del 41% delle vendite di CD e di un aumento del 13% delle vendite di vinile. I ricavi del download sono diminuiti del 27%, segnando, con i suoi 562 milioni di dollari, "il livello più basso in oltre un decennio" secondo la RIAA.

Nel commentare i dati diffusi, il presidente dell’associazione di settore, Mitch Glazier, ha sottolineato come “un business in crescita, guidato da un mercato dello streaming a pagamento competitivo, significa nuovi investimenti in più artisti e più musica”. Glazier ha, però, anche ricordato il grande nodo irrisolto del “value gap”, riponendo le sue speranze nel disegno di legge battezzato Music Modernization Act, in discussione al Congresso, nonostante esso sia solo, dal suo punto di vista, un piccolo passo:

Gli elementi inclusi in quella proposta colmano alcune delle più eclatanti lacune nelle nostre leggi sulle licenze, ma non è una riforma globale che garantisca che tutti gli artisti guadagnino tariffe di mercato eque su tutte le piattaforme. Abbiamo ancora molto lavoro da fare.