NEWS   |   Italia / 20/09/2018

Lucio Battisti, le rivelazioni di Michele Bovi sul disco mai pubblicato

Lucio Battisti, le rivelazioni di Michele Bovi sul disco mai pubblicato

"Ce l'hanno i familiari. Nessuno l'ha ascoltato, ma l'album c'è". Così il giornalista e autore Michele Bovi ha parlato del presunto ultimo album inciso da Lucio Battisti ma rimasto inedito per tutti questi anni. Nel corso della presentazione, a Roma, del libro "Il nostro caro Lucio - Storia, canzoni e segreti di un gigante della musica italiana", scritto da Donato Zoppo, Bovi ha riportato un racconto sull'album inedito del cantautore di Poggio Bustone affidatogli da Roberto Gasparini (che non ha potuto partecipare alla presentazione del libro, a differenza di quanto annunciato negli scorsi giorni), ex direttore artistico dell'etichetta discografica Bmg che nella primavera del 1998 negoziò con Battisti l'uscita dell'album.

Secondo quanto riportato da Bovi, Battisti avrebbe incontrato i dirigenti della BMG a Roma nella primavera del 1998 per trovare un accordo sulla pubblicazione dell'ideale seguito di "Hegel" del 1994:

"Lucio Battisti si disse pronto con il nuovo album. Fece un incontro con Roberto Gasparini qui a Roma alla Bmg, ex Rca, sulla via Tiburtina. C'erano anche la moglie di Battisti, l'amministratore delegato della Bmg Franco Reali e un funzionario di nome Antonio Coni (che era stato proprio Battisti a far assumere alla Rca e che face da trait d'union tra la Bmg e la famiglia Battisti). Parlarono a lungo di questo materiale che aveva già pronto e che ovviamente, come aveva già fatto in passato, avrebbe voluto registrare a Londra. Parlarono prima della parte economica: si misero d'accordo su un garantito di 150.000 copie, ma Battisti ne voleva inizialmente 500.000. Arrivarono a 150.000 copie perché erano quelle vendute con 'Hegel'. Ci fu un accordo su tutta la parte economica. Ma poi Reali e Gasperini dissero a Battisti di lasciargli il materiale per ascoltarlo e lui rispose: 'Ma perché, se ve lo lascio che cambia?'. Reali restò irritato da quella risposta".

Battisti, a detta di Bovi, non si sarebbe fidato per un motivo ben preciso:

"Nell'archivio della Rca-Bmg, un caveau al piano terra, c'era tutta una serie di inediti di Battisti, come 'Il bell'addio', 'Il paradiso non è qui', 'Il girasole', ma anche inediti di Lucio Dalla, Baglioni, Venditti, Rita Pavone. Tutti questi inediti stavano uscendo dal caveau e finivano ad un certo Gabriele, che li vendeva a Porta Portese in musicassette. Anche per questo Battisti non voleva lasciarli lì: non si fidava".

Le trattative, però, non si sarebbero concluse così. Sarebbero andate avanti ancora per qualche mese, secondo il racconto di Bovi:

"Gasparini cercò di lavorare a favore di Battisti. Voleva averlo ancora alla Bmg. Diceva: 'Anche se non vendeva più come all'epoca della collaborazione con Mogol, ogni volta che usciva un disco bianco veniva 'rinfrescato' tutto il vecchio repertorio".

Così, nell'estate del 1998, il direttore artistico dell'etichetta avrebbe raggiunto Battisti a Molteno, in provincia di Lecco, dove il cantautore viveva, per cercare di chiudere le trattative. Ha riferito Bovi:

"Trovarono l'accordo, ma quaranta giorni dopo Lucio si ammalò e morì. Ma l'album c'è. Ce l'hanno i familiari. Possiamo immaginare, perfezionista com'era, che razza di lavoro avesse preparato. Ma nessuno l'ha ascoltato. Gasparini non l'ha sentito. Panella non se n'è occupato, posso escluderlo io personalmente. Battisti disse: 'Questo è il mio lavoro'. Non parlò di nessun tipo di collaborazione familiare o extrafamiliare".

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