Diritto d'autore, il parlamento europeo approva la riforma

Diritto d'autore, il parlamento europeo approva la riforma

Riunito oggi, mercoledì 12 settembre, in seduta plenaria, il parlamento europeo ha approvato la riforma del diritto d'autore rinviata all'assemblea lo scorso 5 luglio: il testo è stato approvato con 438 voti a favore e 226 contrari - e 39 astenuti.

Il provvedimento, pure arrivato all'approvazione con modifiche - concretizzatesi in oltre 200 emendamenti - rispetto alla versione presentata in prima istanza, è stato negli ultimi mesi fonte di forte dibattito nell'industria musicale non solo europea, ma anche internazionale: mentre, da una parte, la discografia, la comunità artistica e le agenzie di collecting istituzionali hanno sempre sostenuto la riforma, salutandola come un passo avanti nel riconoscimento dei diritti del comparto creativo, dall'altra le grandi società informatiche internazionali hanno sempre mostrato forte perplessità nei confronti della direttiva, giudicandola un freno allo sviluppo della diffusione dei contenuti in Rete.

Le modifiche più sostanziali al testo sono state apportate agli articoli più discussi della riforma, l'11 e il 13 (sotto il profilo musicale, l'articolo 13 impone alla piattaforme di media sharing, anche UGC, l'utilizzo di filtri per impedire la pubblicazione non autorizzata di contenuti protetti da copyright), oggetto di scontro, nei mesi passati, tra - da una parte - l'associazione di categoria dei discografici italiani FIMI, la SIAE e Confindustria Cultura, e dall'altra il governo presieduto da Giuseppe Conte, che - per mezzo del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, aveva dichiarato di voler fare "tutto quello che è in nostro potere per contrastare la direttiva sul copyright al Parlamento europeo, e qualora dovesse passare decideremo se recepirla o meno".

Tra le prime reazioni all'approvazione della riforma è da segnalare quella del Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani:

"La direttiva sul diritto d'autore e' una vittoria per tutti i cittadini", scrive Tajani: "Oggi il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creativita' europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale".

Di parere opposto è l'eurodeputata del Movimento 5 Stelle Isabella Adinolfi, espressasi criticamente anche nella giornata di ieri, martedì 11 settembre, alla vigilia del voto:

"Una pagina nera per la democrazia e la libertà dei cittadini", ha spiegato la Adinolfi: "Con la scusa della riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva".

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