NEWS   |   Recensioni concerti / 07/09/2018

Imagine Dragons, i predicatori con la tartaruga: la recensione del concerto di Milano

Imagine Dragons, i predicatori con la tartaruga: la recensione del concerto di Milano

Eccolo, il predicatore con la tartaruga. Vestito solo con un paio di shorts neri, Dan Reynolds espone addominali e pettorali, tipo Henry Rollins, ma senza quell’aria minacciosa. Va avanti e indietro per il palco coperto da una bandiera arcobaleno e tira fuori il suo baritono potente. Canta “Thunder, feel the thunder” e non è solo una canzone. Ieri sera, nel concerto d’apertura della tre giorni di Milano Rocks all’Area Experience di Expo, Dan Reynolds e gli Imagine Dragons hanno intrattenuto per un’ora e mezza 60 mila persone sotto una pioggia incessante. “Questo è un posto sicuro”, ha detto il cantante a inizio concerto. “Non c’è posto per politiche di odio e intolleranza. Questo è un luogo d’amore”. A suo modo, ieri sera il predicatore con la tartaruga ha fatto politica.

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Dopo un’entrata in scena ad effetto, battendo tamburi sullo sfondo d’immagini computerizzate da realtà distopica, gli Imagine Dragons hanno dimostrato di non essere solo un gruppo con grandi ritornelli pop, che piacciono a un pubblico eterogeneo che va dai quarantenni alle bambine (tante e apparentemente incuranti della pioggia). Hanno dimostrato di avere un proprio sound potente e stilizzato, riconoscibile, efficace anche dal vivo. Pochi suoni, con le tastiere del musicista aggiunto Eliot Schwartzman, ma estremamente energici. E il vocione di Reynolds che passa da un tono assertivo a uno più poetico, come quando in “Yesterday” sullo schermo scorrono immagini dei musicisti da bambini.

È una festa, con lancio di coriandoli durante “Walking the wire”, ritornelli che somigliano a inni cantati in coro da migliaia di persone e intonati pure da quelli che si sono riparati sotto le strutture di Expo, stanchi della pioggia. Reynolds dice che il tour sta per finire, che è bello concluderlo davanti a 60 mila persone e poi attacca “Every breath you take”. La cover dei Police è legata a “I’ll make it up to you” che si chiude con lungo assolo assolo di chitarra che fa molto anni ’70 e che fa il paio con l’assolo di batteria prima di “I don’t know why”. C’è una grande enfasi su ritmi e poliritmi, fra una “Start over” tropicaleggiante ed echi caraibici per “On top of the world”.

Reynolds ha alcune cose da dire. Prima di “Mouth of the river” fa un breve discorso sulla libertà di essere sé stessi senza venire discriminati e quando intona “Demons” racconta della depressione che lui stesso ha vissuto, della necessità di parlare del proprio disagio con chi ci circonda e con un terapeuta, dell’importanza di capire che “your life is always worth living”. Lui, mormone progressista e sostenitore delle cause LGBTQ, sa dire le parole giuste senza guastare la festa, che si conclude con l’inno definitivo “Believer”. E alla fine è tutto qui il senso del concerto, un’esibizione di vitalità esuberante che serve a divertire e motivare e raccontare che ogni diversità è preziosa.


SET LIST

Radioactive
It's Time
Whatever It Takes
Yesterday
Natural
Walking the Wire
Next to Me
Shots
Every Breath You Take / I'll Make It Up to You
Start Over
Rise Up
I Don't Know Why
Mouth of the River
Demons
Thunder
On Top of the World
Believer

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