Alessio Bernabei è ‘Senza filtri’: ‘Il mio disco più urban’ - INTERVISTA

Alessio Bernabei è ‘Senza filtri’: ‘Il mio disco più urban’ - INTERVISTA

Chiuso ormai tre anni fa il capitolo con i Dear Jack, Alessio Bernabei è tornato sulle scene con la sua seconda fatica solista, “Senza filtri”, ideale seguito del precedente “Noi siamo infinito” (2016). Anticipato dai singoli “Ti ricordi di me” e “Messi e Ronaldo”, l’album vede alla produzione il giovane Alessandro Gemelli, una scelta che si fa sentire: “Abbiamo cambiato il produttore: Alessandro Gemelli è molto giovane, quasi mio coetaneo. Questa collaborazione ha tirato fuori roba più fresca e attuale”, spiega il ventiseienne cantante di Tarquinia. “La positività è la chiave della vita”, aggiunge, raccontando un album che di momenti bui ne ha ben pochi: “Forse giusto l’ultima traccia, “Avanti un altro””. In effetti, dal beat sincopato di “Ti ricordi di me” – “Il pezzo è nato quando mi misi davanti al pc e feci una linea di contrabbasso. È piaciuta a tutti ed è quella che è rimasta” - allo ska di “Come dici tu”, passando per il trap di “La ca**o di fine del mondo”, le sei tracce di “Senza filtri” sono perfettamente in linea con il mantra dell’artista laziale. A tenere insieme il tutto c’è il fil rouge del linguaggio utilizzato da Bernabei: non tanto, dunque, una continuità concettuale, quanto d’approccio espressivo. Lo racconta così il cantante: “Nel disco non c’è un filo conduttore preciso, ciò che lega i pezzi è il mio modo di esprimermi, il mio linguaggio. Rispetto a “Noi siamo infinito” si è fatto meno metaforico, più street, più urban. È un modo di scrivere molto diverso se paragonato a quando ho iniziato”.

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E se l’album, come recita il titolo, punta tutto sulla genuinità, al di là dei costrutti e dei filtri correttori, questo aspetto non è qualcosa di cui l’artista ha fatto a meno nemmeno in passato: “Il mio tratto caratteriale genuino è il lato più chiaro del mio modo di essere. Sono arrivato fin qui anche per questo”, dice ripensando al percorso che lo ha portato dall’esordio, con i compagni Francesco Pierozzi, Lorenzo Cantarini, Alessandro Presti e Riccardo Ruiu, ad “Amici di Maria De Filippi”, nel 2013, fino al suo secondo album solista. Ma cos’è cambiato rispetto ai primi tempi? “È cambiata la mia consapevolezza, sono molto cresciuto. Avevo 21 anni e ora ne ho 26. Poi forse questo è un lavoro che ti fa crescere di più di altri. La mia maturità è cambiata. Prima musicalmente facevo pop rock per compiere quel tipo di percorso”.

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Con il pensiero già rivolto allo studio di registrazione in vista di aggiungere un nuovo capitolo artistico alla sua carriera, Bernabei s’imbarcherà, a partire da oggi, 7 settembre, in un tour instore da Nord a Sud della Penisola.

 

 

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