NEWS   |   Pop/Rock / 20/08/2018

Lana Del Rey spiega la sua decisione di esibirsi in Israele

Lana Del Rey spiega la sua decisione di esibirsi in Israele

In un lungo tweet (che potete leggere qui sotto), la trentatreenne Lana Del Rey spiega dettagliatamente i motivi che la porteranno a esibirsi in Israele all’interno del festival Meteor il prossimo 7 settembre. Tenere spettacoli dal vivo nel paese mediorientale è un tema piuttosto controverso presso parte della comunità musicale occidentale. Musicisti come Radiohead e Nick Cave, decidendo di non escludere Tel Aviv dagli itinerari dei propri tour, si sono esposti a critiche di colleghi come Roger Waters e Brian Eno favorevoli al boicottaggio del governo di Benjamin Netanyahu. Lo stesso artista australiano infatti, aveva pubblicamente spiegato che sarebbe andando contro chiunque avrebbe tentato di censurare e i silenziare i musicisti.

La cantante pop ha twittato: "Credo che la musica sia universale e dovrebbe essere utilizzata per unire non per dividere; esibirsi a Tel Aviv non è dichiararsi favorevole a delle politiche filo israeliane, proprio come cantare in California non significa sposare le opinioni del mio attuale governo”. 

Nei mesi scorsi era toccato ai Portishead boicottare lo stato d’Israele spiegando che "finché il governo israeliano commette crimini di guerra contro il popolo palestinese, sosteniamo la loro richiesta di boicottaggio a Israele come mezzo di protesta pacifica contro la brutale occupazione #artistsforpalestine". Dello stesso pensiero Roger Waters, diventato probabilmente il più fervido sostenitore del no ai concerti sul territorio israeliano: lo stesso artista, oggi 74enne, aveva infatti indirizzato una lettera (sottoscritta da diversi artisti) con l’esplicito invito a Thom Yorke e al suo gruppo a non suonare in Israele. Anche in quel caso la risposta del leader dei Radiohead non si fece attendere: “Suonare in Israele non vuol dire sostenere il governo”.

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