NEWS   |   Industria / 11/08/2018

La Gibson alla ricerca di un nuovo amministratore delegato

La Gibson alla ricerca di un nuovo amministratore delegato

Dopo aver presentato istanza di fallimento presso la corte del Delaware, impegnandosi ad attuare una corposa ristrutturazione che, pur non toccando quello che è sempre stato il suo core business (la produzione di chitarre), la obbligherà a una cessione dei rami non produttivi del gruppo, la Gibson ha ufficialmente aperto le candidature alla successione di Henry Juszkiewicz, l'amministratore delegato in carica dal 1986 da più parti ritenuto artefice della clamorosa debacle che ha fatto temere per l'esistenza di uno dei brand più consolidati al mondo in ambito musicale.

Sul sito di recruiting per posizioni di alto livello execthread.com la storica manifattura oggi con quartier generale a Nashville ma fondata a Kalamazoo, Michigan, nel 1902, è apparso il profilo ideale al quale la proprietà dell'azienda vorrebbe consegnare il timone: oltre a un'esperienza pregressa nel campo delle grandi aziende di prodotti di consumo dal marchio prestigioso, nel curriculum vitae del candidato dovranno trovare spazio anche esperienze - ovviamente di successo - di acquisizioni societarie, di bilancio presso società multinazionali e - ultimo ma non meno importate - nella discografia.

Juszkiewicz, in ogni caso, ha fatto sapere alla rivista specializzata Guitarist di "ricoprire ancora per un po' la posizione di amministratore delegato, e di rimanere ancora per un paio d'anni in veste di consulente".

Benché al momento non si abbiano indicazioni su chi possa ereditare l'importante (e non comodissima) eredità di Juszkiewicz, un affezionato cliente della casa bene introdotto nell'ambiente discografico ha lasciato intuire che la Gibson possa davvero risorgere grazie al rinnovo - prima ancora della dirigenza - della proprietà: "Conosco i tizi che stanno prendendo in mano la Gibson", ha spiegato l'asso delle sei corde Joe Bonamassa all'ex Sex Pistols Steve Jones nel corso di una puntata del suo podcast Jonesy’s Jukebox, "Sono brave persone. Sono chitarristi. (...) Su Internet è girata voce che io volessi rilevare la Gibson. Ho pensato: 'E come diavolo potrei fare?'. Per vivere suono rock blues, che in pratica è come fare voto di povertà. Cosa accidenti potrei permettermi di comprare una società che fabbrica chitarre?".