Premio Recanati, 16ma edizione: 'Celebriamo l'artigianato in musica'

Non punta alla scoperta di aspiranti star da gettare in pasto all’affamata industria discografica. Non insegue il giovanilismo a tutti i costi né la ricerca di personaggi accattivanti, spendibili sul grande schermo o sui media generalisti. Non ha grossi budget da investire, e i suoi illustri ospiti/sostenitori nel mondo dell’arte, della musica e della cultura partecipano alle sue rassegne con spirito missionario o per puro piacere personale.
Giusto pochi giorni prima che si metta in moto la chiassosa macchina del Festival di Sanremo, il Premio Recanati, oggi tornato al nome originario di Musicultura (Festival della Canzone Popolare e d’Autore) ribadisce ancora una volta un altro modo di far e intendere musica: non necessariamente di nicchia, se è vero che a causa del pubblico in aumento l’appuntamento di quest’anno (23-25 giugno) si sposterà dalla sede delle quindici edizioni precedenti alla prestigiosa Arena Sferisterio di Macerata, in apertura della stagione operistica estiva della città marchigiana.
“L’Italia è piena zeppa di concorsi dedicati ai nuovi talenti. Ma i nostri obiettivi sono stati diversi fin dall’inizio”, spiega a Rockol il fondatore e direttore artistico della rassegna Piero Cesanelli. “Ci piace mettere sullo stesso palco poesia, letteratura e canzone, e farlo nel modo meno accademico possibile. Non ci interessa premiare artisti solo perché li riteniamo destinati alla fama, anche se in passato è successo con gli Avion Travel, con Gianmaria Testa, con Amalia Grè o con Pacifico. Piuttosto vogliamo attirare l’attenzione su una generazione un po’ dimenticata di autori di testi, arrangiatori, compositori, musicisti… Un folto gruppo di artigiani validissimi, a volte geniali, che il pubblico conosce poco: mi viene in mente un personaggio come Oliviero Malaspina, vincitore di quattro edizioni del Premio Recanati e stretto collaboratore di Fabrizio De André poco prima della scomparsa del cantautore genovese. Ai nostri candidati noi non chiediamo l’età, e neppure una fotografia. Non ragioniamo come la discografia che considera fuori tempo massimo chi ha superato i 30: tra l’altro questo è un fenomeno tipicamente italiano, basta andare in Francia per trovare sul mercato i dischi di cinquantenni ancora poco conosciuti al grande pubblico”.
Musicultura, d’altra parte, ci tiene anche a non essere identificata come una fortezza degli artisti “senior”: tanto più quest’anno, che alle selezioni partecipa per la prima volta una giuria di studenti delle Università di Macerata e di Camerino, protagonista accanto alla commissione di ascolto allestita dall’organizzazione della scelta dei 16 finalisti inclusi nel Cd-compilation della rassegna (sul palco di Macerata ne arriveranno solo 8, ulteriormente scremati col contributo del comitato artistico di garanzia, dei lettori del Radiocorriere Tv, degli ascoltatori di Radio1Rai e degli internauti che possono votare collegandosi al sito dell’associazione, www.musicultura.it). “Siamo l’unica manifestazione italiana, credo, ad annoverare due istituzioni culturali, due atenei, come sponsor”, dice Cesanelli. “Abbiamo voluto creare due osservatori giovanili composti di studenti che, coordinati anche dai loro insegnanti, hanno seguito tutte le fasi di audizione e di selezione dei candidati al premio. Nella fase finale, che parte ora su Radio1Rai, il loro giudizio si sommerà al voto espresso dagli ascoltatori, e la trasmissione Zapping di Aldo Forbice si collegherà alternativamente con l’una e con l’altra università. Che ne venga fuori un criterio disomogeneo di scelta non ci preoccupa, pensiamo sia meglio assicurata in questo modo la democraticità artistica. E poi metà dei finalisti sono comunque scelti dal comitato artistico di garanzia che resta il motore primo della manifestazione” (ne fanno parte Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Samuele Bersani, Carmen Consoli, Tiziano Ferro, Max Gazzé, Dacia Maraini, Gianna Nannini, Pacifico, Gino Paoli, Elio Pecora, Fernanda Pivano, Vasco Rossi, Michele Serra, Daniele Silvestri, Sandro Veronesi, Antonello Venditti e Federico Zampaglione).
L’approccio “aperto” di Musicultura passa anche attraverso un ridisegno dell’architettura e delle funzionalità del sito Internet, che l’agenzia Noiza sta organizzando secondo una filosofia open source che consente la libera appropriazione da parte del pubblico di tutto il materiale d’archivio, comprese le canzoni finaliste delle passate edizioni presto disponibili in streaming e in downloading. “Il tutto”, assicura Cesanelli, “dovrebbe essere in funzione entro 20 giorni al massimo, da quel momento basterà un clic per ascoltare e scaricare gratuitamente le canzoni”.
Anticipazioni sull’evento di giugno? “Dato il carattere spontaneo delle adesioni, l’elenco degli ospiti, come sempre, lo sapremo solo all’ultimo momento. Ma posso annunciare fin d’ora che Edoardo Bennato sarà da noi a presentare un nuovo progetto. E siamo orgogliosi di poter contare sull’adesione di Mario Luzi, di Dacia Maraini e di Alda Merini, esponenti di punta del mondo poetico-letterario italiano che saliranno sul palco per confrontarsi con il mondo della musica leggera con lo spirito cameratesco che li contraddistingue”.

Questi i sedici finalisti alla fase finale del Festival:
Elisa Amistadi (Rovereto/Trento); Santibailor (Roma); Caraserena (Roma); Chiarastella (Roma); Compagnia D’Encelado Superbo (Siracusa); Piervincenzo Cortese (Roma); Simone Cristicchi (Roma); Luca De Paoli (Feltre/Belluno); Erika Blu (Roma); Fabula Rasa (Bari); Carlo Alberto Ferrara (Roma); Flamingo (Borgo San Lorenzo/Firenze); Luca Gemma (Milano); I Beatipaoli (Palermo), Mines (Recanati/Macerata); Zoldester (Bari).
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