Nel mondo ideale di Bjork, tra performance, happening e folletti: la recensione del concerto a Roma

Nel mondo ideale di Bjork, tra performance, happening e folletti: la recensione del concerto a Roma

Dove eravamo rimasti? Ah, sì: il concerto era appena cominciato (giusto il tempo di proiettare il video di introduzione), ma poi un violento acquazzone si era abbattuto su Roma. Bjork ce l'aveva messa tutta, salvo poi arrendersi e salire sul palco: "I am so sorry for my italian. I was excited to be here. We are gonna try to re-schedule the show", aveva detto al pubblico l'artista islandese. Un mese e mezzo dopo, Bjork torna alle Terme di Caracalla. E no, stavolta non c'è la pioggia: il cielo di Roma è sereno e le temperature sono piuttosto calde.

Sono i versi degli uccelli ad introdurci nel mondo ideale cantato da Bjork nel suo ultimo album in studio, non a caso intitolato "Utopia", uscito lo scorso anno. Poi arriva lei: esce dai fiori e dalle piante finte sparpagliate sul palco, come una ninfa. Dietro, alle sue spalle, ci sono i suoi musicisti, vestiti da elfi. Bjork ci prende per mano e ci accompagna nel suo mondo, tra atmosfere oniriche e surreali e ambientazioni fantasy.

Lo spettacolo, in gran parte incentrato sul nuovo disco somiglia più a un'installazione, a una performance o a un happening: è pura avanguardia, con costumi curatissimi, una scenografia che vuole ricostruire un bosco paludoso e videoclip che sembrano videogiochi e che permettono agli spettatori di immergersi completamente nei paesaggi extraterrestri di "Utopia".

Ma è soprattutto con i suoni che Bjork vuole trasportare il pubblico nel suo mondo: le canzoni arrivano una dietro l'altra, quasi senza soluzione di continuità, e spaziano da momenti più acustici ad altri decisamente più elettronici, da episodi ambient a folktronica che combina elettronica, archi e flauti (così la cantautrice ha etichettato il sound di "Utopia").

Dura appena un'ora e mezza, bis compresi: "Grazie per essere tornati, è un stato un onore suonare a Roma", dice Bjork alla fine del concerto, sorridendo. Per i fan è pura apoteosi (c'è chi ha speso 230 euro per assistere al concerto proprio sotto il palco, in piedi, a due metri da Bjork, nel cosiddetto "golfo mistico"). Gli accompagnatori, invece, rischiano di tornare a casa con un bel mal di testa.

SCALETTA:
"Arisen my senses"
"The gate"
"Utopia"
"Blissing me"
"Claimstaker"
"Isobel"
"Courtship"
"Human behaviour"
"Tabula rasa"
"Pleasure is all mine"
"Wanderlust"
"Features creatures"
"Losss"
"Sue me"
"The anchor song"
"Notget"

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