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NEWS   |   Industria / 05/07/2018

Rinvio direttiva UE sul copyright, i commenti di SIAE e dell'industria musicale italiana

Rinvio direttiva UE sul copyright, i commenti di SIAE e dell'industria musicale italiana

Come riportato, questa mattina il parlamento dell'Unione Europea ha rimandato a settembre la proposta di riforma del copyright approvata dalla commissione Giuridica , votando quindi contro l'avvio dei negoziati fra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue. 

Dopo il commento di Enzo Mazza (FIMI), sono state diffuse le reazione di altri importanti attori del settore della creatività, che sostenevano la proposta. In una nota stampa, la SIAE chiede "al parlamento europeo di proteggere la creativita dallo strapotere dei giganti del web". Ecco il testo completo:

In merito al voto contrario del Parlamento europeo relativamente all'avvio dei negoziati con Consiglio e Commissione sulla proposta di direttiva di riforma del copyright, SIAE sottolinea l’importanza di tutelare tutte le persone che producono cultura a vario titolo e che in maniera compatta hanno chiesto il giusto riconoscimento del valore del loro lavoro.  
SIAE, che conta 80mila associati, ritiene sia doveroso per un Paese civile proteggere il diritto degli autori di vedere riconosciuta la proprietà della loro produzione. È un principio di equità che non può essere sottovalutato: la cultura è un bene intangibile ma la sua creazione è e resta un valore. Riteniamo che tale principio valga anche nei confronti delle piattaforme che traggono profitto dalla produzione culturale senza volersi assumere alcuna responsabilità per le violazioni dei diritti degli autori. Sono attori che hanno un enorme potere di influenzare l’opinione pubblica e che non hanno esitato a farlo.
 Come Società Italiana degli Autori ed Editori abbiamo il dovere di continuare questa battaglia per dare un futuro a centinaia di migliaia di lavoratori italiani dell’industria creativa. Ci auguriamo che il Parlamento europeo possa riprendere serenamente il dibattito sulla direttiva sul copyright con l'obiettivo di garantire un’effettiva protezione al lavoro degli autori, senza dover subire pressioni dovute a posizioni demagogiche

 Polillo di Confindustria Cultura Italia dichiara che è “Una gran brutta giornata per la cultura europea.   Quattro anni di lavoro persi e un mercato unico digitale sempre più lontano".

Ecco la sua dichiarazione completa: Un voto molto eloquente quello di oggi sulla direttiva Copyright che rappresenta un colpo durissimo da parte del Parlamento UE al mondo della creatività italiana e continentale e dimostra la capacità di pressione degli Over the Top nei confronti delle Istituzioni democratiche: davvero una brutta giornata per la cultura europea”. È questo il commento del presidente di Confindustria Cultura Italia, Marco Polillo in merito all’esito della votazione dell’assemblea del Parlamento europeo sulla riforma del copyright.
 Con la votazione di oggi  non si è fatto altro che frenare lo sviluppo e la modernizzazione, il pluralismo culturale e il lavoro degli artisti a vantaggio delle multinazionali del web che non vogliono assumere alcun tipo di responsabilità in difesa della libertà di espressione e dei diritti degli autori europei
Cosa ancor peggiore  è che quella di oggi rappresenta una sconfitta sociale e culturale in quanto è il risultato di un’intensa attività di lobby svolta dai giganti della rete attraverso manifesti e argomentazioni false e non in linea con il testo della direttiva. Il testo proposto non prevedeva alcun bavaglio o limitazione della libertà di espressione sul web altrimenti non lo avremmo mai sostenuto. Ciò che l’industria culturale ha chiesto è che venga riconosciuto a chi produce cultura il giusto compenso per le loro opere veicolate in rete. E invece ciò che abbiamo visto è la difesa di un modello di rete composto da poche imprese dominanti sul mercato che sfruttano opere a danno di chi le crea
È anche assai preoccupante vedere che chi oggi dovrebbe rappresentare il cambiamento nel nostro Paese è rimasto vittima della propaganda di Google and friends. Un plauso sincero invece ai 278 Parlamentari che hanno votato a favore della direttiva senza lasciarsi intimidire dalle pressioni violente ricevute in questi giorni

Claudio Ferrante  presidente e fondatore di Artist First, ha commentato

Il rinvio a settembre del voto del Parlamento Europeo sulla riforma del copyright, non deve spegnere i riflettori su un tema così importante per l’industria culturale europea.
Il copyright, infatti, va assolutamente regolamentato: dietro ai contenuti c'è una intera filiera che va remunerata, ci sono persone che lavorano all’informazione, inviati, strutture, redazioni; nel campo musicale e cinematografico ci sono editori, autori, interpreti, musicisti che vivono di contenuti, di diritti d’autore e royalties.
La direttiva sul copyright, che è una Direttiva europea, obbligherebbe tutte le piattaforme user generated content a tutelare i proprietari dei contenuti qualora singoli utenti postino su YouTube, Facebook, ecc., opere protette da copyright.
La direttiva riconoscerebbe un ruolo primario all’originario detentore di quell’opera, attribuendo un significato ed un’attenzione sostanziale al tema del value gap. Se un utente carica un contenuto, l’autore, l’editore ed il proprietario di quel contenuto vanno tutelati. Non possiamo pensare di cancellare il copyright in nome del web, sarebbe un danno enorme per la filiera dell’informazione e per quella dell’intrattenimento, che ogni giorno investe in contenuti e, solo in Italia, in migliaia di posti di lavoro.