NEWS   |   Italia / 27/11/2018

Fabio Treves compie oggi 69 anni: i momenti più memorabili della sua carriera (commentati da lui) - FOTO (1 / 12)

Fabio Treves compie oggi 69 anni: i momenti più memorabili della sua carriera (commentati da lui) - FOTO

"Credetemi: che i giornali nazionali o le televisioni non abbiano mai parlato della Treves Blues Band non mi importa nulla. Io sono contento così. Sono il Puma di Lambrate. Sono uno che non ha mollato nemmeno quando tanti anni fa mi dicevano: 'Dove vuoi andare, col blues? Devi fare progressive. Devi fare cantautorato politico. Devi fare jazz d'avanguardia'. Ma se mi piace il blues, perché devo cambiare? Io faccio quello che mi pare"

Quindi la retorica dell'outsider di lusso, della gemma nascosta e dell'incompreso ve la risparmieremo, almeno stavolta. Di ragioni, per farlo, ne abbiamo più d'una. Due, in particolare. La prima è che Fabio Treves (nella foto di Arianna Cagnin) ha suonato con leggende che il 99% dei suoi colleghi, oggi, può al massimo sognare - Qualche esempio? Bastano Frank Zappa e Chuck Leavell? - dividendo i palchi con star del calibro di Bruce Springsteen, B.B. King, Deep Purple, Al Green, Buddy Guy e talmente tante altre che probabilmente non le ricorda tutte nemmeno lui, che pure ha una memoria impressionante.

La seconda, forse ancora più importante, è che il Puma di Lambrate - così lo chiamano i suoi devotissimi fan - ha vissuto una vita strepitosa che l'ha portato a essere (proprio oggi, il giorno del suo compleanno) uno splendido sessantanovenne, felice di avere toccato con mano - e con l'occhio della sua inseparabile macchina fotografica - la storia del rock mondiale (e nazionale) dagli anni Sessanta a oggi. "Non do interviste a chi non sa chi è Bo Diddley", ci ha detto lui, quando l'abbiamo incontrato - fortunatamente dopo aver passato il test d'ammissione - per chiedergli di aprire il suo album dei ricordi e raccontarci della storia del rock vista dalla sua Milano, da Jimi Hendrix a Stevie Ray Vaughan, passando da Demetrio Stratos ed Enzo Jannacci, il Boss e Billy Gibbons, Eric Clapton (in bicicletta) e l'Isola di Wight (da un buco nella recinzione).

"Nella vita se non c'è l'emozione non vai da nessuna parte. Bisogna suonare, per sé stessi e per la gente, perché è una missione, la musica. Chi se ne frega delle classifiche", ci ha spiegato: "Qualcuno può dire: hai fatto il tuo tempo. Ma finché la gente viene ai concerti, mi applaude, e mi dà il senso di questa comunità, di questa grande famiglia blues che continua a crescere, perché dovrei smettere? Mi diverto, molto. E mi tengo in forma". Perché la vita è questione di prospettive: non ne esistono di giuste o sbagliate, ma solo quelle che vanno bene a chi le adotta. E questa è quella di Fabio Treves.

Allora vai col blues, Puma. E buona lettura a tutti...