Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 10: la gestione collettiva dei diritti connessi, uno studio sul caso francese

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 10: la gestione collettiva dei diritti connessi, uno studio sul caso francese

Come già illustrato nelle puntate due e tre di Osservatorio NUOVOIMAIE, la legge 124 del 2017 ha radicalmente cambiato le dinamiche di intermediazione dei diritti connessi, aprendo nuove e stimolanti possibilità – sotto il profilo economico – ad artisti autore, interpreti o esecutori: il passo avanti c’è stato, ma quali misure si potrebbero adottare per rendere il settore ancora più efficiente e funzionale a beneficio di musicisti e perfomer?

NUOVOIMAIE ha commissionato uno studio sulla gestione dei diritti connessi in Francia, che – a livello europeo – rappresenta in questo settore il secondo mercato continentale con un giro d’affari annuo pari a 240 milioni di euro, tre volte tanto quello del comparto omologo italiano.

Questo importante risultato è frutto, ci dice lo studio, di un sistema virtuoso generato da un quadro normativo strutturalmente solido, oltre che da politiche culturali storicamente proficue e dallo spirito cooperativo che caratterizza la cultura d’oltralpe.

In Francia, infatti, l’azione d’incasso dell’equo compenso è svolta dalla SPRE - Societé pour la perception de la rémunération équitable - società fondata nel 1985 dai quattro organismi che gestiscono i diritti connessi degli artisti e dei produttori fonografici: ADAMI e SPEDIDAM per gli artisti interpreti e SCPP e SPPF per i produttori fonografici. La SPRE opera, quindi, quale sportello unico (si veda, al proposito, la quarta puntata di Osservatorio NUOVOIMAIE dedicata al “one stop shop”) negoziando e incassando i compensi spettanti ai produttori e agli artisti per la diffusione e pubblica comunicazione di fonogrammi.

La SPRE, nel solo anno 2016, ha riscosso oltre 121 milioni di euro di equo compenso di cui 68,79 dai cosiddetti “luoghi sonorizzati”, ovvero dai locali pubblici con sottofondo musicale per i quali la SPRE ha affidato mandato di incasso  alla SACEM (Società degli autori, compositori, editori musicali, equivalente della SIAE italiana).

L’azione d’incasso della copia privata audio e video è affidata a COPIE France, società composta dalle collecting delle diverse categorie di aventi diritto tra cui ADAMI e SPEDIDAM per gli artisti e la SCPA - Société Civile des Producteurs Associés  - che unisce SPPF e SCPP.

Copie France nel 2015 ha incassato circa 226 milioni di euro di copia privata (audio e video) di cui circa 50 milioni di euro sono stati destinati al sostegno di progetti artistici e di  attività creative e culturali (per legge gli organismi di gestione collettiva devono destinare il 25% degli importi incassati a titolo di copia privata per finanziare azioni culturali e di sostegno al processo creativo).

Sia l’equo compenso che i compensi per copia privata sono riscossi sulla base di tariffari stabiliti da Commissioni paritetiche con delibere che hanno valore di decisioni regolamentari.

Le Commissioni sono composte, oltre che da rappresentanti dello Stato, dalle organizzazioni rappresentative delle diverse categorie interessate (titolari diritti, utilizzatori e, per la copia privata, anche consumatori). Gli organismi di gestione collettiva sono sottoposti al controllo di una Commissione ad hoc istituita nell’ambito della Corte dei Conti.  Ogni anno la Commissione ha l’obbligo di pubblicare e di presentare al Parlamento, al Governo e alle assemblee generali degli organismi di gestione collettiva un rapporto annuale contenente l’analisi dettagliata dei risultati dell’attività di ciascun organismo con specifiche raccomandazioni emesse dalla Commissione. Nel rapporto annuale 2017, la Commissione di Controllo ha raccomandato a SPPF e a SCPP “di condividere gli strumenti di ripartizione delle due società, attraverso la creazione di una banca dati unica e di un sistema d’identificazione comune delle registrazioni”.

Nel 2016, ADAMI e SPEDIDAM hanno costituito la SAI - Société des Artistes  Interprètes -  con l’obiettivo, tra l’altro, di procedere, a decorrere dal primo gennaio 2020, alla ripartizione condivisa dei compensi in favore di tutti gli artisti interpreti.

Ai benefici proprio di questo modello si associano, in Francia, disposizioni legislative volte a favorire la crescita e lo sviluppo dell’industria creativa nazionale, come ad esempio la norma che obbliga le emittenti radiofoniche commerciali a programmare almeno il 40% dei propri contenuti musicali in lingua francese (la cui metà deve essere di produzione di nuovi talenti o nuove produzioni) o un regime fiscale agevolato per Artisti Interpreti, che prevede per i proventi degli artisti un’aliquota IVA ridotta al 10%.

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.