NEWS   |   Italia / 29/06/2018

Frah Quintale, la forza del passaparola nell'era dello streaming: 'Le major mi hanno fatto diverse proposte'

Frah Quintale, la forza del passaparola nell'era dello streaming: 'Le major mi hanno fatto diverse proposte'

"Se il 2019 sarà il mio anno? In realtà penso che lo sia stato già il 2018". Frah Quintale non teme di apparire spaccone: sa bene di avere ancora molto da dimostrare, che non è ancora il momento per vantarsi dei traguardi considerevoli raggiunti negli ultimi mesi (tra album e concerti), che per tante persone che hanno iniziato a seguirlo ce ne sono ancora parecchie che cercano su Google "Chi è Frah Quintale?". Però l'accoglienza ricevuta dal suo disco d'esordio come solista, "Regardez moi" (uscito lo scorso novembre), lo ha entusiasmato non poco. Dopo anni di gavetta e di progetti mai completamente decollati (prima di debuttare come solista è stato per anni l'ideale metà del duo Fratelli Quintale) il cantautore ha iniziato a mettere la testa fuori dal ghetto dell'"underground": "Ogni volta che fai un disco, un po' ci speri. Ero arrivato a pensare che se la cosa non fosse esplosa avrei ridimensionato un po' il mio modo di lavorare. Avrei cominciato a fare altre cose, oltre a suonare. Invece questo album ha ricevuto un'accoglienza oltre le nostre aspettative", ci spiega dall'altra parte del telefono, mentre è in treno (di ritorno a Milano da Prato, dove ieri sera ha suonato).

Dall'uscita di "Regardez moi" Frah Quintale (vero nome Francesco Servidei) non si è fermato un attimo. Prima una quarantina di date invernali nei club, poi la partecipazione al Concerto del Primo Maggio di Roma, ora il tour estivo e una speciale riedizione dell'album: contiene il vinile di "Regardez moi" e un cd da 24 tracce intitolato "Lungolinea", che non sarebbe altro che la playlist con la quale il cantautore ha raccontato sulle piattaforme di streaming le lavorazioni del suo album d'esordio (una serie di brani, provini, parti strumentali e messaggi vocali che aggiornava periodicamente per offrire ai suoi fan alcune anticipazioni di quello che sarebbe poi diventato "Regardez moi"). Nel disco ci sono anche alcuni inediti: "Sassi", "Stupefacente", "Sotto effetto", "64 bars" (con Bassi Maestro). Senza dimenticare il singolo "Missili", in duetto con Giorgio Poi: lo hanno prodotto Takagi & Ketra, tra i principali hitmaker del "nuovo" pop italiano. "È una collaborazione nata per caso. Ogni tanto scrivo anche per altri artisti e un giorno ci siamo beccati in studio. Takagi e Ketra mi hanno fatto ascoltare questo pezzo, ci avevano lavorato insieme a Giorgio Poi, ma mancava la strofa. Così mi hanno proposto di scriverla", racconta.

Collaborare con il duo che si nasconde dietro le principali hit italiane degli ultimi anni per Frah Quintale ha rappresentato quasi uno strappo alla regola. Da diversi anni è infatti legato da un affiatato sodalizio artistico a Ceri, beatmaker e produttore trentino che lo accompagna sia in studio che sui palchi: "Ci conosciamo da quindici anni, circa. È stata una delle prime persone che ho conosciuto quando ho iniziato a fare musica. Abbiamo iniziato a lavorare insieme nel 2008, ma per un periodo ci siamo persi di vista. Ci siamo ritrovati nel 2014, per lavorare all'ultimo disco dei Fratelli Quintale. Quando ho deciso di portare avanti le mie cose da solista l'ho voluto al mio fianco. Il suo supporto è davvero importante: dove non arrivo io, arriva lui. E viceversa". Entrambi fanno parte del roster della Undamento, la stessa etichetta indipendente (e società di management) di Coez: "Negli ultimi mesi ho ricevuto diverse proposte da parte delle major, ma abbiamo preferito mantenere la cosa abbastanza indipendente. Questo progetto è cresciuto davvero in fretta: siamo passati dai localini da 150 persone a posti più grandi e abbiamo fatto anche qualche sold out. Con questo team di lavoro io mi trovo bene, siamo amici da una vita", dice il cantautore bresciano.

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Dopo i recenti exploit di Niccolò Contessa e I Cani, Calcutta, Coez, Carl Brave x Franco126, Frah Quintale è insieme a Gazzelle e a Giorgio Poi tra i principali candidati al ruolo di "next big thing" (come dicono gli inglesi) del "nuovo" pop italiano: "È un bel momento per la musica italiana. Da parte del pubblico c'è stata un'apertura mentale e sono crollate delle barriere. Mi riferisco a barriere di genere: alcuni generi si sono fusi, altri hanno saturato. Il mio street pop parte dall''underground' per aprirsi alle radio, al pop, ma senza cancellare le radici e la strada. Il pubblico ha voglia di conoscere musica nuova al di fuori delle etichette di genere. E c'è più apprezzamento per le cose fatte bene, anziché per le cose costruite a tavolino".

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I grandi network radiofonici e i media "mainstream", in realtà, non sembrano essersi ancora accorti di Frah Quintale. Che in attesa di fare il salto continua a macinare buoni numeri in streaming e sul web: "Io e il mio team di lavoro abbiamo fatto un utilizzo diverso delle piattaforme di streaming. Le piattaforme di streaming hanno fatto sì che gli artisti emergenti avessero maggiore attenzione. Nel mio caso, però, le due cose non sono legatissime. Ai concerti sto avendo l'impressione che le persone vengano a sentirmi grazie al passaparola reale, non virtuale. Magari ascoltano una canzone, gli piace e sono curiose di sentire le altre".

Il calendario del tour estivo in supporto a "Regardez moi", partito alla fine di maggio, comprende al momento oltre venti date (ma è in continuo aggiornamento). Tra gli appuntamenti più importanti c'è quello del 21 luglio, il concerto in apertura a Calcutta allo stadio di Latina: "Ho conosciuto Calcutta qualche mese fa a Roma. Un amico in comune mi ha scritto per chiedermi se mi andasse di suonare prima del suo concerto a Latina. Mi gasa parecchio. Se non fossi andato per suonare, ci sarei andato come spettatore". Il tour andrà avanti fino a settembre - qui tutte le date - e al momento il cantautore non ha voglia di pensare al futuro: "Ho voglia di assorbire le situazioni, godermi questo momento. Ora sono in pausa dalla scrittura, penso che alla fine del tour mi prenderò un mesetto di vacanza vera. E poi tornerò in studio, forse a ottobre. È stato un anno perfetto. Siamo stanchi, ma contenti".

di Mattia Marzi

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