Rockol - sezioni principali

NEWS   |   Italia / 29/06/2018

Luchè e il suo ‘Potere’: ‘Sono un rapper dall’attitudine punk’ - INTERVISTA

Luchè e il suo ‘Potere’: ‘Sono un rapper dall’attitudine punk’ - INTERVISTA

Giunto al suo quarto album solista, il rapper e produttore Luchè, che per anni ha legato il suo nome alla militanza nei Co’Sang, duo di punta, negli anni Duemila, della scena rap napoletana, non è cambiato. Non mancano, certo, le sperimentazioni e la voglia di crescere, ma la ricetta dei dischi dell’artista partenopeo resta la stessa e “Potere”, la sua ultima prova di studio, uscita oggi, venerdì 29 giugno, ne è la conferma. “È un disco che come quello di prima si divide in una parte più aggressiva e una più intima. Come gli altri, rispecchia la mia personalità”, spiega Luchè con un caldo accento napoletano. “Nel tempo questo è diventato più o meno il mio stile”, conclude, riassumendo la netta alternanza, all’interno di “Potere”, tra la violenza – di certi quartieri di Napoli, del mondo, della vita – e l’amore, che sempre r-esiste. L’amore e la violenza, dunque, citando i Baustelle, creano la struttura portante della musica del rapper, che si snoda tra barre quali “Ho il grilletto facile” e “Sai che rischio la vita, sono attaccato al ferro come una calamita”, da un lato, e “Bagnarsi le labbra con baci che dicono dammene ancora” dall’altro.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/Flscg-dnE0wnx-qQAxYTpoyIQXk=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/dsc0354-copia.jpg

Escluso il singolo “Je ce credevo”, in dialetto, tutte le altre tracce del disco sono in italiano e Luché, al secolo Luca Imprudente, classe 1981, spiega che questa scelta gli consentirebbe di “arrivare a più gente”: “Ma farò sempre cose in dialetto, anche se la nostra attitudine e la nostra cultura escono anche in italiano. Mi piacciono sia il napoletano sia l’italiano”. Per qualsiasi artista della città partenopea le proprie origini restano qualcosa da cui è impossibile prescindere - “C’è molta Napoli nella mia musica, tutti i napoletani sono orgogliosi della propria città” -, specie se arrivi da una realtà come i Co’Sang, tra i più rappresentativi della scena cittadina, e Luché non se lo è mai dimenticato. Ne fa esplicito riferimento, ad esempio, in “Potere/Il sorpasso”, dove nell’incipit del brano rappa: “Vi ho prestato la mia città e poi me la sono ripresa perché perdere una cosa fa più male che non averla mai avuta”. “Mi riferisco a quando il mio gruppo si sciolse e tutti cantarono vittoria perché erano rimasti nell’underground e si sono così potuti impossessare del posto nostro” - racconta Imprudente – “Ma poi sono sprofondati da soli e io mi sono ripreso quello che era mio”.

Nonostante Luchè si sia ripreso, come dice lui, ciò che era suo, in molti si stupiscono del fatto che alla sua popolarità non corrispondano poi i numeri che ci si aspetterebbe. Del resto, il rapper ha sempre rifiutato semplificazioni ed etichette, che spesso, inutile negarlo, aiutano a portare a casa dischi d’oro. Anche in “Potere”, Luchè rifiuta i compromessi, tenendosi lontano, ad esempio, dai suoni trap tanto amati dalle più giovani generazioni. “Credo nella personalità. Se avessi fatto un disco uguale ad altri mi sarebbe tornato contro”, ci dice. Ma come si definirebbe, allora, Luca Imprudente, come artista? “Sono un rapper vero, al cento per cento, punk, come attitudine. Voglio dire le cose come stanno e raccontare tutti i lati di me. Non sono finto e non sono costruito. Voglio crescere e impormi con quello che faccio io, perché ci credo”. Anche sul fronte delle vendite l’approccio del rapper sembra stia cominciando a rendere: “Ora anche i numeri iniziano ad arrivare: proprio oggi tre brani di “Malammore”, il mio album precedente, sono arrivati molti vicini all’oro”.

La fattura di “Potere” è old school, con una squadra di collaborazioni “in famiglia”, come dice Luchè, che include, tra gli altri, i featuring di Gué Pequeno, “un vecchio amico”; Enzo Avitabile, “che è come se fosse uno zio”; e CoCo, della scuderia di Luchè. A loro si aggiunge la bella voce di Paola Imprudente nell’intro. Alle produzioni, invece, spiccano i nomi di D-Ross Pherro, Star-T-Uffo, Torok, Geeno, Yung Snapp, Iam Tash e Nazo. L’attitudine da crew non poteva mancare in un disco del rapper napoletano, al quale chiediamo di toglierci la curiosità di sapere cosa pensi del fenomeno Liberato, il misterioso (t)rapper sulla bocca di ogni ragazzino napoletano. Luché risponde senza esitazioni: “Liberato è un’operazione di marketing molto grande, studiata a tavolino. E vecchia come il mondo”.

 

Scheda artista Tour&Concerti
Testi