Luigi Di Maio contro la proposta europea di riforma del diritto d'autore: proteste anche da SIAE e Confindustria Cultura

Dopo FIMI, anche SIAE e Confindustria Cultura Italiana hanno protestato contro le esternazioni del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico nonché Vicepresidente del Consiglio del governo Conte Luigi Di Maio, che oggi, 26 giugno, a margine dell'Internet Day alla Camera dei Deputati, ha pesantemente criticato la proposta europea di riforma del diritto d'autore minacciando di non recepire le eventuali nuove direttive date da Bruxelles in materia di copyright.

“Chiediamo al Ministro Luigi Di Maio di incontrare i rappresentanti dell’industria creativa italiana per un confronto costruttivo sui contenuti della direttiva sul copyright all’esame del Parlamento Europeo”, ha fatto sapere il presidente della Società Italiana Autori ed Editori Filippo Sugar, ricordando - come si legge nella nota diffusa al proposito - che "l’industria creativa e culturale italiana è una delle più importanti risorse del nostro Paese e in questi anni di dura crisi economica ha dimostrato di poter crescere più degli altri settori dell’economia italiana. E’ la terza industria per numero di occupati, con 880 mila occupati diretti (oltre 1 milione se consideriamo anche gli indiretti) e un valore economico di oltre 50 miliardi di euro. Un settore strategico per l’Italia che potrebbe avere un incremento di oltre il 50% di fatturato e di decine di migliaia di posti di lavoro per il Paese se solo riuscisse a sfruttare tutte le opportunità e a contrastare le minacce come il value gap e la pirateria".

“Abbiamo letto con profondo stupore e preoccupazione le dichiarazioni del Ministro e Vice Presidente del Consiglio Luigi Di Maio”, ha fatto eco a Sugar Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia: "“Se fossero confermate, e ci auguriamo vivamente di no, si tratterebbe di un attacco al cuore dell’Industria italiana dei contenuti culturali e più in generale alla tutela della proprietà intellettuale, su cui l’Italia è da sempre paladina e convinta sostenitrice, avendo firmato numerosi Trattati Internazionali in materia. Opporsi alla Direttiva UE sul copyright significa stare dalla parte delle multinazionali del Web, gli OTT che, grazie anche alla loro pressante lobby, hanno costruito un impero e monopoli sull’utilizzo improprio di contenuti altrui. Spiace che il popolo della creatività, gli artisti, i talenti italiani, i lavoratori delle imprese produttrici di contenuti culturali, vengano trattati diversamente rispetto ad altri settori produttivi, su cui il Ministro dello Sviluppo e del Lavoro, in questi primi giorni del Governo del Cambiamento, si è impegnato fortemente per trovare soluzioni e risposte concrete. Chiediamo un incontro urgente al Ministro Di Maio per approfondire il tema e illustrargli le problematiche che ogni giorno le nostre imprese soffrono nel mercato della distribuzione online delle opere dell’ingegno italiane”.

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