NEWS   |   Pop/Rock / 09/07/2018

La storia di "Yellow Submarine" e "Eleanor Rigby" (1 / 6)

La storia di "Yellow Submarine" e "Eleanor Rigby"

Nelle pagine che seguono raccontiamo nel dettaglio la storia delle due canzoni dei Beatles incluse nel 45 giri picture pubblicato per celebrare il cinquantenario dell’uscita del film “Yellow Submarine”. I testi sono tratti da “Il Libro Bianco dei Beatles”, di Franco Zanetti, per gentile concessione di Giunti Editore.


Yellow Submarine - Parte 1
L’autore principale della canzone ne ha raccontato nel dettaglio l’ispirazione e l’origine. McCartney: “Ero a letto nell’attico di casa Asher, in quella piacevole zona crepuscolare a metà tra la veglia e il sonno, una specie di limbo nel quale stai liberandoti dal peso della giornata e stai scivolando nel sogno. Pensai che sarebbe stata una bella idea scrivere una canzone per bambini, e prima mi venne in mente un colore, il giallo, e poi un oggetto, il sottomarino – molto carino, molto infantile, un giocattolo, un sottomarino giallo. Pensai che fosse una bella idea di canzone per Ringo, quindi non avrebbe dovuto avere una grande estensione vocale. Costruii una semplice melodia e poi cominciai a immaginare una storia, quella di un vecchio marinaio che racconta la sua vita, di quando viveva in un sottomarino giallo. Pensai anche che sarebbe stato giusto per Ringo cantare una canzone per bambini, perché lui con i bambini era bravissimo, un giocherellone. La canzone è mia, scritta per Ringo in quel momento di limbo prima del sonno. John mi aiutò per il testo, che man mano che procede diventa sempre più indecifrabile; ma la melodia, le strofe e il ritornello sono miei”.

Nel 1966 in Inghilterra i giornali parlavano spesso del Valiant, il primo sommergibile atomico costruito con componenti completamente britannici, che entrò in servi- zio attivo nel luglio del 1966. Coincidenza o ispirazione subliminale? O McCartney rievocò inconsciamente il racconto di John Lennon, che durante il suo primo “viaggio” di LSD, il 27 marzo dell’anno prima, aveva immaginato che il bungalow a Esher di Harrison fosse un sommergibile che lui e George stavano pilotando?
Secondo MacDonald, la melodia potrebbe essere stata ispirata da quella di “Rainy Day Women # 12 & 35” di Bob Dylan, tratta da “Blonde On Blonde” e da poco entrata nella classifiche inglesi (la stessa canzone che poi vistosamente ispirò “Pietre” di Gian Pieretti e Ricky Gianco, presentata al Festival di Sanremo del 1967).
Lennon: “Paul ha scritto quel ritornello orecchiabile, io l’ho aiutato per il testo, anche Donovan l’ha aiutato. L’idea è di Paul, il titolo è di Paul, quindi è sua, scritta per Ringo”.
Donovan: “Venne a casa mia e parcheggiò la sua Aston Martin in strada, con le portiere aperte e la radio a tutto volume. Entrò, mi fece ascoltare un frammento di ‘Eleanor Rigby’ con un testo diverso e mi disse anche che aveva un’altra canzone per la quale gli mancava un pezzo di testo, un pezzettino piccolo. Gli suggerii ‘Sky of blue, sea of green’: niente di particolarmente geniale, ma gli piacque e lo usò”.
Anche Ringo fornì un contributo al testo. McCartney: “Era uno di quei giochini grammaticali che ci divertivano tanto. La frase corretta sarebbe stata ‘Everyone of us has all he needs’; lui la cambiò in ‘Everyone of us has all we need’: sbagliato, ma forte”.
Ragionevolmente la data dei fatti è da considerare antecedente alla fine di marzo del 1966, ma la canzone arrivò ad Abbey Road un po’ più tardi, il 26 maggio, alle sette di sera.

The Beatles-Yellow Submarine

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