NEWS   |   Recensioni concerti / 24/06/2018

I Queens of the Stone Age al Lucca Summer Festival riguardano al passato con la maturità del presente: la recensione del concerto del 23 giugno 2018

I Queens of the Stone Age al Lucca Summer Festival riguardano al passato con la maturità del presente: la recensione del concerto del 23 giugno 2018

Rock granitico, una band affiatata e un efficace light set. Sono questi i tre elementi che hanno caratterizzato ieri sera il concerto dei Queen of the Stone Age, in apertura del Lucca Summer Festival 2018.

La band di Josh Homme sembra aver trovato l'equilibrio tra lo stoner rock che li ha contraddistinti in passato, un certo sapore di rock sudista e il groove dell'ultimo “Villains”, disco del 2017 prodotto da Mark Ronson che aveva fatto storcere la bocca ai fan della prima ora, ma guadagnando altresì un ottimo riscontro di critica e pubblico, come pure una candidatura al Grammy.

La scaletta combina infatti i pezzi più rocciosi degli esordi (“You Think I Ain't Worth a Dollar, but I Feel Like a Millionaire”, “Go With the Flow”), il sound ripetitivo e stordente di “Lullubies to Paralyze” e “Era Vulgaris” (“Little sister” in versione punk rock, “Sick sick sick”) e gli intrecci chitarristici che guardano al pop più recente (anche se da “Villains” vengono eseguiti solo tre brani) come “I sat by the ocean” e il singolone “The way you used to do”.

Gli occhi sono tutti su Homme, cantante, autore e fondatore della band, leader carismatico e personaggio controverso che si è reso partecipe alla fine dello scorso anno di un brutto episodio nei confronti di una fotografa che prese a calci durante il suo set di distruzione del palco. Ma questa volta Homme è sereno e in gran forma. La sua voce è potente e vibrante sia nei pezzi più urlati sia nei falsetti (“My god is the sun”), ringrazia continuamente il pubblico, si diverte a dire le uniche parole che conosce in italiano (oscene e qui irripetibili) e dopo un'infuocata versione zeppeliniana di “No one knows” se la prende con gli addetti alla sicurezza che vietano le prime file di pogare (“Lasciate fare ai ragazzi il cazzo che vogliono... Security, tu stasera stai lavorando per me”).

Queens of the Stone Age al Lucca Summer Festival 2018: guarda la foto gallery

La band, in questa recente ma ormai consolidata formazione con Troy Van Leeuwen e Dean Fertita che si alternano tra chitarre e tastiere, Michael Shuman al basso e Jon Theodore alla batteria, va dritta come un treno e anche nei cori (“The evil has landed”) se la cava benone.

Il resto lo fa la scenografia del palco molto semplice con colonne di led che spesso vengono usate da Homme come dei puching-ball e da efficacissime luci basse che rendono il grosso palco del Lucca Summer Festival come quello di un club. Da segnalare la luce strobo in “Sick Sick Sick” (vedi il video sopra) suonata in una bella versione industrial rock, e che rende il set particolarmente straniante, come uscito da un film di David Lynch.

La serata all'insegna del rock si era aperta con i CRX, side project di Nick Valensi, chitarrista degli Strokes, dal suono molto simile ai QOTSA, e con i Rival Sons, più rock blues, mentre si conclude con due classiconi come “Make It Wit Chu” e il quasi metal “A Song for the Dead” che mandano a casa stordito e felice il pubblico over-30 di Piazza Napoleone. 

(Michele Boroni)

 

SETLIST

Keep Your Eyes Peeled
Sick, Sick, Sick
Feet Don't Fail Me
You Think I Ain't Worth a Dollar, but I Feel Like a Millionaire
No One Knows
The Way You Used to Do
The Evil Has Landed
In the Fade
Domesticated Animals
My God Is the Sun
I Sat by the Ocean
Head Like a Haunted House
Smooth Sailing
If I Had a Tail
Little Sister
Go With the Flow

Bis:
Make It Wit Chu
A Song for the Dead

 

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