Riccardo Noè - la recensione di "CABAL"

“Cabala” è il secondo disco di Riccardo Noè, in uscita a due anni di distanza da “A tear in the dark”. Nel nuovo lavoro del musicista sperimentale milanese troviamo dieci pezzi che formano un racconto sonoro fatto di drone music, noise e sonorità cinematiche. Un album focalizzato sulla mitologia ebraica (come suggerito dal titolo), dalla torre di Babele all’albero della vita e ispirato musicalmente da luminari come John Cage, Stockhausen, Berio, passando per compositori di classica moderna fino ai più sperimentali Alva Noto, Jon Hopkins, Johann Johannsson e Ben Frost. Il disco è concepito in modo tridimensionale, l’idea è di permettere all’ascoltatore di immergersi in una dimensione dove mente e suono sono una cosa sola, di lasciarsi completamente travolgere dal flusso sonoro di “Cabal”. Da segnalare la partecipazione di tre giovani producer italiani come Go-Dratta, Howtobeanastronaut e A Safe Shelter.

La cabala, cabbala, qabbaláh o kabbalah (in ebraico: letteralmente “ricevuta”, “tradizione”) è l'insieme degli insegnamenti esoterici propri dell'ebraismo rabbinico, già diffusi a partire dal XII-XIII secolo; in un suo significato più ampio, il termine intende quei movimenti esoterici sorti in ambito ebraico con la fine del periodo del Secondo Tempio.

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