Canadians - la recensione di "Mitch"

Tra le primissime band a portare la musica indie italiana a un pubblico più ampio nella seconda metà degli anni ‘00, i Canadians tornano dopo lo scioglimento del 2011 con un nuovo album di inediti a otto anni distanza da “The fall of 1960” e con alcuni importanti cambiamenti: non più un quintetto ma un trio formato dai soli Duccio Simbeni (voce e chitarra), Massimo Fiorio (basso) e Christian Corso (batteria). “Mitch”, questo il titolo del nuovo lavoro, conta undici pezzi caratterizzati da melodie immediate e dai muri di chitarre per cui la band veronese si era fatta conoscere. Registrato in Emilia Romagna, mixato a Verona e masterizzato a Brescia, il disco è pubblicato su Bello Records. Il titolo scelto è un omaggio all'ex chitarrista e fondatore della band Michele “Mitch” Nicoli, che dal giorno zero ha messo a disposizione non solo la sala prove ma anche una piscina sulle colline veronesi, e che ora ha scelto di dedicarsi ad altri progetti musicali.

Direi che quindi è il caso di ripulire la scrivania e ripartire da zero, prendendo questo disco come un nuovo inizio benché necessariamente ancora dipendente da un passato incancellabile, un passato fatto di basso, batteria e tante chitarre. 

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