Django Reinhardt: da Willie Nelson a Pino Daniele, sei tributi più famosi alla sua 'Nuages' (1 / 7)

Django Reinhardt: da Willie Nelson a Pino Daniele, sei tributi più famosi alla sua 'Nuages'

Pietre miliari come Django Reinhardt (solo “Django” o addirittura “Jeangot” nella cultura gitana), segnano la storia della musica passata, e odierna, lasciando in eredità un patrimonio artistico e in gran parte tecnico alle nuove leve.

Ricorre oggi l'anniversario dalla nascita del jazzista di Liberchies.
Fu il principale contribuente alla nascita del genere del “jazz manouche”, caratteristico dei musicisti swing appartenenti alla popolazione nomade Sinti, chiamata infatti proprio Manouches in Francia; questa particolare sfumatura di genere, unisce dunque l’antica tradizione musicale zingaresca, al jazz americano.

Lo sfortunato aneddoto che ha reso il chitarrista francese così famoso, fu quello che lo vide coinvolto in un incendio, nel quale perse l’uso della gamba destra e parte della mano sinistra: l’anulare e il mignolo, infatti, deturpati dal fuoco, furono uniti assieme dalla cicatrizzazione.
Ciò gli permise di sviluppare la tanto famosa “rullata di scala cromatica” con un solo dito, che lo contraddistingue tuttora come un innovatore e luminare del genere jazz.

Quanto alla strumentazione da lui utilizzata, è da sottolineare come Django iniziò la sua carriera musicale come banjoista, per poi virare verso la chitarra solo dopo l’incidente.
Membro fondante, assieme a Stephane Grappelli, del “Quintette du Hot Club de France”, tra le sue composizioni più famose ricordiamo innanzitutto “Minor swing”, “Tears”, “Belleville”, ma soprattutto “Nuages”, traccia inizialmente strumentale, alla quale vennero aggiunte le parole successivamente nel corso degli anni da altri artisti che la rivisitarono; il chitarrista francese ne registrò addirittura 13 versioni.

Nelle pagine successive, sono riportate 6 tributi a “Nuages” nella storia che intercorre tra l’anno di pubblicazione della canzone (1940), fino ai giorni nostri.
Rivisitazioni, contaminazioni e stili diversi che si intrecciano.

Buon ascolto!

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.