George Michael: nuove rivelazioni sulle cause della morte della star britannica nel documentario ‘Autopsy: The Last Hours Of George Michael’ – LEGGI

George Michael: nuove rivelazioni sulle cause della morte della star britannica nel documentario ‘Autopsy: The Last Hours Of George Michael’ – LEGGI

In un nuovo documentario andato in onda lo scorso 3 giugno negli Stati Uniti sugli ultimi giorni di vita di George Michael, morto a 53 anni il giorno di Natale del 2016, emergono nuove rivelazioni su quelle che potrebbero essere state le cause che hanno spinto la star britannica all'uso massiccio di alcol, droghe e antidepressivi.

Nel documentario intitolato “Autopsy: The Last Hours Of George Michael”, alcuni esperti ritengono che il cantante soffrisse di un disturbo che gli impediva di venire a patti con la morte di un ex compagno e di alcuni suoi stretti familiari e che questi traumi irrisolti abbiano innescato il suo stile di vita “selvaggio e sconsiderato”.

In particolare, la dottoressa Linda Papadopoulos, una psicologa, ha detto che la star, il cui zio e nonno si sono entrambi suicidati quando era giovane, potrebbe essere stata spinta mentalmente oltre il limite quando il suo amante e poi la sua amata madre Lesley Angold sono morti. George ha ammesso di essere "terribilmente depresso" quando un suo ex fidanzato, lo stilista brasiliano Anselmo Feleppa, è stato ucciso da un'emorragia cerebrale legata all'Aids nel 1993. Il cantante ha ammesso in seguito alla morte di Anselmo Feleppa: "È stata una notizia terrificante. Pensavo di poter avere anche io la malattia". George è stato colpito da una terza tragedia nel gennaio 2014 quando la sua assistente personale di lunga data Siobhan Bailey è morta improvvisamente per cause naturali all’età di 56 anni.

Nel documentario la dottoressa Linda Papadopoulos afferma che, con molte probabilità, George Michael soffrisse di un “disturbo da sofferenza prolungata”, noto anche come sindrome del dolore complesso, e che non sia stato in grado di superare il suo dolore emotivo e andare avanti. Tale disturbo, sempre secondo gli esperti, potrebbe in alcuni casi sfociare in pensieri e comportamenti autodistruttivi, come l'uso costante di stupefacenti.

Sempre stando a quanto mostrato nel documentario “Autopsy: The Last Hours Of George Michael”, Il dott. Michael Hunter, che ha condotto uno studio esaustivo delle cartelle cliniche del cantante, ha dichiarato: "La solitudine innesca livelli maggiori di cortisolo nell'ormone dello stress nel corpo e questo può aumentare notevolmente il rischio di malattie cardiache". Il fumo prolungato di George, il consumo di cannabis, l'uso di potenti narcotici tra cui cocaina crack e droga GHB (acido y-idrossibutirrico, noto anche come “droga dello stupro”), avrebbero anche contribuito al danno ai suoi organi, ha detto il dott. Hunter.

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