Miura: 'La sincerità innanzitutto'

Miura: 'La sincerità innanzitutto'
Li avevamo lasciati in un momento molto difficile, i Miura: a disco pronto - e prossimo alla pubblicazione - il gruppo conobbe una forzata battuta d'arresto in seguito ad un gravissimo incidente automobilistico che coinvolse Diego e Illorca. Mentre il primo, però, riuscì a superare i postumi dell'accaduto relativamente in fretta, il secondo riportò ferite più gravi, che ancora lo costringono ad incessanti sedute di riabilitazione. Logico quindi, che, incontrando oggi a Milano lo stesso Diego ed il chitarrista Killa, il discorso parta proprio da dove - tristemente - si interruppe. "Illorca mostra continui segni di miglioramento, che ci incoraggiano molto", confessa Diego non senza una certa commozione: "Non so se riuscirà a rientrare in tempo per la tranche estiva del tour che intraprenderemo per promuovere 'In testa': ci piacerebbe moltissimo, ma del resto noi non vogliamo mettergli nessuna fretta, perché - in questo preciso momento - crediamo che la sua salute debba essere la cosa più importante". Il nuovo album, ora, non aspetta che essere spedito nei negozi, il prossimo 25 febbraio: e, i Miura, non fanno nulla per nascondere il proprio entusiasmo. "Siamo estremamente soddisfatti di come suona 'In testa'", confermano Diego e Killa all'unisono: "La nostra intenzione era di registrare un album il più possibile onesto e diretto: abbiamo lavorato in presa diretta, limando al massimo gli arrangiamenti per renderli il più possibile essenziali ed efficaci. Non volevamo postprodurre eccessivamente i brani perché crediamo che l'aspetto più affascinante di questo disco siano le canzoni. Per questo pensiamo che 'In testa', pur essendo un disco essenzialmente rock, abbia delle sfumature 'pop', almeno per quanto riguarda la scrittura dei pezzi". Ed in effetti proprio così suona l'album: schietto, legato a doppio filo al rock più viscerale ed alla storia della musica 'elettrica' italiana. "Del resto a noi è venuto assolutamente spontaneo", ribatte Killa: "Non credo che il rock come lo intendiamo noi, in Italia, oggi abbia un grande seguito, almeno presso una parte delle 'nuove leve'. Noi siamo una band che suona dal vivo, che vive di e per la musica. Oggi invece chi si prende la briga di buttarsi in questa esperienza lo fa - in una buona parte di casi - più per il 'contorno': per la fama, i soldi e tutto il resto. Manca un po' lo spirito 'avventuriero' che si aveva una volta, quando si suonava in contesti ai limiti dell'agibilità solo per divertirsi e fare musica. Con questo, però, non vogliamo assolutamente nulla togliere al panorama emergente italiano, che sta vivendo felicemente un periodo di grande fermento". Il live, si diceva, come "attività principe" di una rock band: e i Miura, a questa consuetudine, non hanno alcuna intenzione di sottrarsi. Anzi. "Non c'è modo migliore di promuovere un disco come suonare dal vivo", conferma Diego: "Il tour inizierà da fine marzo per poi proseguire ad oltranza. Per ora abbiamo studiato due set: uno rock, per i grandi club, ed uno acustico, per le location più raccolte. Non vediamo l'ora di iniziare". E tra una battuta e l'altra, è quasi inevitabile che il discorso - in questi convulsi giorni pre-festivalieri - cada su Sanremo: e se i Miura, un domani...? "Sanremo? Dipende", rispondono i due tra il serio e il faceto: "Se il festival venisse studiato in modo completamente diverso, e la programmazione fosse fatta in funzione di un cartellone 'rock-oriented' non vedo problemi. Il fatto che - allo stato attuale delle cose - Sanremo non ci interessa. Non abbiamo nulla contro il festival, sia chiaro: noi, però, siamo un gruppo rock e seguiamo altri percorsi. La manifestazione, al momento, è dedicata a cantanti melodici e dall'approccio più tradizionale, ed è giusto che sia così".
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