I Biffy Clyro nel bosco unplugged di MTV: “Il nostro momento Nirvana” – INTERVISTA

I Biffy Clyro nel bosco unplugged di MTV: “Il nostro momento Nirvana” – INTERVISTA

I Biffy Clyro insistono per fare l’intervista di fronte a un cartonato di Ed Sheeran. Fra le risate generali, il bassista James Johnston copia la posa del cantante inglese, mettendosi la chitarra sulla spalla sinistra. Il trio scozzese è a Milano per raccontare il loro “MTV Unplugged”, 15 canzoni eseguite in chiave acustica (o quasi) nel novembre 2017 alla Roundhouse di Londra e ora disponibili su CD e DVD. “È un MTV Unplugged old school”, assicura il cantante Simon Neil, facendosi aria con un ventaglio malandato. “Ci abbiamo anche messo il violoncello. È il nostro momento Nirvana”. Un momento Nirvana calato in un bosco, a giudicare dalla scenografia. “Non volevamo un palco spoglio. Quelle che vedi sono piante ed erba vere. Ne sentivamo l’odori. C’erano pure gli insetti: Ben, il batterista, s’è trovato faccia a faccia con un ragno sul microfono”.

Negli anni ’90 lo show “MTV Unplugged” ha rappresentato un tale fenomeno da delineare in modo improprio uno stile musicale. Le esibizioni acustiche non erano certo una novità, ma il successo del concerto per MTV di Eric Clapton, l’album dal vivo più venduto della storia, trasformò il marchio “Unplugged” nel sinonimo di performance acustica. I tre Biffy Clyro, nati fra il 1979 e il 1980, erano adolescenti quando la trasmissione di MTV convinse i grandi gruppi del rock alternativo ad abbandonare per una sera le chitarre elettriche. “Siamo figli degli anni ’90”, dicono loro.

Quando si è trattato di pianificare il loro concerto televisivo acustico, i Biffy Clyro hanno perciò pensato al loro unplugged preferito, quello dei Nirvana. “Volevamo fare una cosa simile alla loro: canzoni radicalmente rimaneggiate, pezzi anche sconosciuti, atmosfera delicata. Poi ci siamo resi conto che non faceva per noi. Erano i Biffy Clyro che cercavano i fare quel che i Nirvana avevano insegnato loro. Perciò abbiamo reintrodotto le parti più potenti e mascoline. Volevano fare come i Nirvana, è emersa la nostra anima Pearl Jam. Sono le yin e yang del rock e messi assieme ci descrivono piuttosto bene”.

I Nirvana ospitarono i Meat Puppets, che non erano certo delle star, non suonarono “Smells like teen spirit” e fecero cover inattese di David Bowie, Leadbetter, Vaselines, degli stessi Meat Puppets. “Anche noi abbiamo avuto l’idea di ospitare altri musicisti, di cui non farò il nome per non creare imbarazzo, ma quelli di MTV ci hanno guardati male: mmm, no. Ai tempi, i Nirvana erano il gruppo più famoso al mondo, erano più popolari di Michael Jackson, facevano quel che volevano. Oh oh, credo che i tempi siano cambiati”, conclude Simon Neil fra le risate (amare). Alla fine, gli scozzesi hanno inserito in scaletta la cover di “God only knows” dei Beach Boys, “un rischio pazzesco, una di quelle canzoni che nessuno dovrebbe mai suonare”, e l’inedita “Different kind of love”.

La versione in studio di quest’ultima canzone sarà inclusa nel prossimo disco del gruppo. “Stiamo lavorando a un disco collegato a un film e ‘Different kind of love’ è la prima canzone che abbiamo scritto. Abbiamo usato un procedimento opposto a quello che si usa di solito: il regista [Jamie Adams, nda] ci ha chiesto di scrivere un album, che sarà titolato ‘Balance, not symmetry’, con l’idea trarre dalla musica personaggi, idee, atmosfere, ispirazione. Lo registreremo nei prossimi due mesi per farlo uscire in settembre, ottobre. E poi parallelamente stiamo lavorando al nostro vero e proprio ottavo album”.

Il 1° ottobre, i Biffy Clyro suoneranno al Teatro Dal Verme di Milano. Simon: “È il nostro primo tour acustico. Sarà uno spettacolo simile all’unplugged, anche se con una scaletta diversa. Sarà un momento unico, dopo quindici, vent’anni di tour elettrici. E sarà strano non finire il concerto completamente esausti. Porteremo anche un albero in scena”. Ben: “Gli insetti lasciamoli a casa, grazie”.

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