Bugo torna al rock: intervista e video #NoFilter

Bugo torna al rock: intervista e video #NoFilter

Il prossimo anno Bugo festeggerà vent'anni di carriera solista. Tanti ne sono passati dall'uscita di "Questione d'eternità", il suo primo singolo dopo l'esperienza come frontman dei Quaxo. All'epoca aveva ventisei anni, oggi ne ha 45. Ma non ha perso la voglia di fare rock, come dimostra in "RockBugo", la sua prima raccolta ufficiale, disponibile - solo in vinile - dal 28 maggio. Non un best of qualunque, ci tiene a precisare lui, ma un disco le cui lavorazioni lo hanno visto riarrangiare alcune canzoni del suo repertorio in chiave rock: "Negli ultimi album di inediti ho sperimentato sonorità più elettroniche. Poi l'elettronica mi è venuta a noia e mi è tornata voglia di rifare rock", spiega il cantautore, che incontriamo nel backstage del Monk, il locale romano che lo scorso venerdì ha ospitato il secondo dei due concerti con i quali Bugo ha deciso di far ascoltare il disco in anteprima ai suoi fan, "non è un'operazione nostalgica: avevo semplicemente bisogno di ritrovare l'energia giusta per ripartire e per tenermi sveglio".

"RockBugo" contiene dieci tracce registrate al Monolith Studio di Brescia con il contributo del chitarrista Max Frignani e del batterista Michele Marelli (Bugo suona chitarra elettrica e basso). La tracklist spazia da brani più recenti come "Me la godo" (da "Nessuna scala da salire" del 2016) e "Vado ma non so" e "Arrivano i nostri" (dall'omonimo album del 2015) a pezzi più datati come "Io mi rompo i coglioni" e "Casalingo" (da "Dal lofai al cisei" del 2002) e "Ggell" (da "Sguardo contemporaneo" del 2006), passando per "Nel giro giusto" e "C'è crisi" (da "Contatti", 2008) e "Comunque io voglio te" (da "Nuovi rimedi per la miopia", 2011 - registrata in acustico, come nel video #NoFilter che abbiamo girato prima del concerto romano). C'è anche una chicca per i fan: è la versione da studio della cover di "Bollicine" di Vasco, che è da sempre uno dei principali punti di riferimento di Bugo. "Piuttosto che fare un disco di inediti, mi è venuto in mente di riprendere i miei pezzi e reinciderli in chiave rock. È quasi un modo per ripartire da zero", dice il cantautore, parlando delle nuove versioni delle canzoni.

Per Bugo, questo album rappresenta un modo per riportare le lancette del tempo indietro di qualche anno e ricongiungersi ai suoi vent'anni, alla scoperta del rock: "Nel 1991, quando io avevo 18 anni, arrivarono i Nirvana. Anche grazie a loro presi in mano la chitarra. A quell'età lì si è ribelli, incazzati con il mondo. Fu veramente una scossa forte", ricorda, "lo stesso anno rimasi folgorato da Vasco, grazie ad un amico che mi convinse ad accompagnarlo al concerto. Comprai subito la cassetta. Nel 1994, poi, arrivarono gli Oasis, così sfacciati e litigiosi...".

E oggi? "Oggi il rock sembra un po' fuori moda. Per assurdo, è più difficile fare rock che altro. Se ci pensi in classifica, nel mondo, tra i primi dieci posti non c'è una band o un cantante rock: c'è parecchia elettronica, rap, trap. Ma il rock non è un genere da classifica. Ogni tanto ci sono gruppi rock che riescono ad ottenere successo, ma sono pochi: i Nirvana, gli Oasis, i Kasabian, i Muse", riflette Bugo, "il rock è un genere da outsider ed è giusto che sia così. I ragazzi di adesso mi sembrano non abituati a prendere una chitarra per raccontare la loro rabbia. Non riesco a giudicare perché non ho più vent'anni. Forse per loro è più facile scaricare la rabbia con la trap o con altri generi...".

Dall'archivio di Rockol - Bugo, "Comunque io voglio te" in versione #NoFilter
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