Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 3: perché con la legge 124 del 2017 gli artisti possono pensare al futuro 'senza doverlo inventare' - VIDEO

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 3: perché con la legge 124 del 2017 gli artisti possono pensare al futuro 'senza doverlo inventare' - VIDEO

Purtroppo - per loro - non tutti i musicisti sono al corrente della rivoluzione che lo scorso anno ha conferito loro maggiori diritti, equiparando la legislazione italiana in merito di diritti connessi a quella dei restanti paesi dell'Unione Europea. Nella puntata precedente di Osservatorio NUOVOIMAIE è stato introdotto l'articolo 73 della Legge sul Diritto d’Autore, vera e propria svolta epocale nel riconoscimento del lavoro di artisti Interpreti ed Esecutori. Un artista - sia esso un affermato session man, o un appassionato che per la prima volta si sia cimentato con profitto nella registrazione di un brano o di un album - potrebbe domandarsi: in parole povere, che vantaggi mi accorda questa nuova legge? La risposta: essenzialmente due, entrambi fondamentali. Ma scendiamo nei dettagli...

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L'Articolo 73 della Legge sul Diritto d'Autore attribuisce agli artisti e ai produttori di fonogrammi il diritto di esigere un equo compenso quando l'esibizione artistica fissata su un supporto discografico - sia esso fisico o digitale - ha una pubblica utilizzazione, sia essa in radio, in televisione o in discoteca. Fino all'approvazione della legge 124 del 2017 questo diritto poteva essere esercitato solo unicamente dal produttore discografico, che una volta incassato il compenso doveva ripartirlo al 50% con gli artisti interpreti. La novità importantissima è questa: oggi, con l'approvazione della nuova legge, questo diritto può essere esercitato sia dal produttore sia dagli artisti coinvolti nelle registrazioni,  autonomamente gli uni dagli altri. La seconda grande novità è che questi diritti non sono in nessun modo cedibili: ogni volta che una radio, una televisione o una discoteca utilizzeranno un fonogramma, l'artista avrà il diritto irrinunciabile di percepire un compenso.

"E' il coronamento di un sogno che dura 42 anni", ha commentato il Presidente di NUOVOIMAIE Andrea Micciché, al quale hanno fatto eco alcuni dei più grandi protagonisti del panorama musicale italiano.

"Il lavoro degli artisti interpreti esecutori del settore musicale in Italia finalmente è equiparato a quello dei colleghi attori e di tutti gli artisti europei ed extraeuropei", ha spiegato Dodi Battaglia, l'indimenticabile chitarra dei Pooh. A beneficiare maggiormente delle nuove disposizioni di legge, tuttavia, saranno gli artisti più giovani, come spiega molto bene Daniele Silvestri: "Penso ai giovani artisti. Penso al primo contratto discografico in cui l’artista, pur di far pubblicare il proprio brano, è disposto a cedere e rinunciare a tutto. Ecco, questa legge vieta la cessione del diritto connesso. Ed è un grande passo avanti". Con in cantautore romano concorda Enrico Ruggeri, alfiere del punk in Italia oggi riconosciuto come una delle voci più autorevoli della canzone d'autore tricolore: "Troppi artisti, soprattutto dopo il primo contratto firmato, hanno pagato a caro prezzo il loro entusiasmo e la fiducia riposta nelle loro controparti. Questa svolta potrà renderli più autonomi economicamente e, di conseguenza, artisticamente".

Le parole più efficaci, tuttavia, sono forse quelle di Ermal Meta, artista giovane, sì, ma di grande successo, che ha conosciuto la gavetta e che ha ancora ben presente quanto i primi passi nel mondo della musica possano costare fatica: "Finalmente [con la legge 124 del 2017, ndr] è concessa dignità ai musicisti, a chi fa del proprio talento un lavoro. Possiamo predire il futuro senza doverlo inventare".

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NuovoImaie.

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