NEWS   |   Pop/Rock / 16/05/2018

Spotify, l'appello dell'associazione contro il sessismo UltraViolet: 'Togliete dalle playlist Steven Tyler, Red Hot Chili Peppers e Don Henley'

Spotify, l'appello dell'associazione contro il sessismo UltraViolet: 'Togliete dalle playlist Steven Tyler, Red Hot Chili Peppers e Don Henley'

UltraViolet, un'associazione impegnata nella lotta contro il sessismo, le discriminazioni e le violenze di genere con oltre un milione di associati in tutto il mondo, ha ufficialmente chiesto a Spotify di rimuovere dal proprio catalogo i lavori di artisti colpevoli - secondo la nota diramata nelle ultime ore - di essersi macchiati, nel corso della loro vita, di abusi di natura sessuale.

Nella lista elaborata dall'associazione sono finiti nomi di primo piano della scena rock internazionale come il frontman degli Aerosmith Steven Tyler, il cantante dei Red Hot Chili Pepper Anthony Kiedis, il batterista degli Eagles - e apprezzato solista - Don Henley e Ted Nugent. Come ricordato da un dossier pubblicato da Consequence of Sound nel 2017, a pochi giorni dall'esplosione mediatica del movimento #metoo, tutti gli artisti citati nel comunicato di UltraViolet hanno avuto, in anni più o meno recenti, rapporti sessuali con minorenni: Tyler, nel 1975, all'età di 27 anni, ebbe una relazione con l'allora sedicenne Julia Holcomb, la madre della quale accordò al cantante la tutela legale della minore. Kiedis, dal canto suo, ammise nella sua autobiografia del 2005 "Scar Tissue" di aver avuto, all'età di 23 anni, rapporti sessuali con una tredicenne alunna di una scuola cattolica di Los Angeles - relazione che poi servì all'artista da spunto per la stesura del testo del brano "Catholic School Girls Rule", registrato con il suo gruppo nel 1985. La lista, tuttavia, potrebbe allungarsi: rapporti con minorenni, secondo le cronache - e talvolta gli atti giudiziari - li ebbero anche figure di primo piano della storia del rock come Chuck Berry, Bill Wyman, Jimmy Page, Iggy Pop e David Bowie.

"Vi ringraziamo per aver tolto dalle vostre playlist ufficiali i noti violentatori R. Kelly e XXXTentacion", si legge nel comunicato diramato da UltraViolet: "Questi due uomini non solo gli unici due ad aver commesso atti del genere presenti sulla vostra piattaforma: vi preghiamo, pertanto, di approfondire il tema presso gli artisti che promuovete. Tutte le volte che un individuo viene glorificato nonostante le accuse di abusi sessuali, erroneamente perpetuiamo la convinzione che non esistano conseguenze a certe condotte. Vi inviamo questa lettera aperta nella speranza che altri servizi come iTunes, Google Play Music e Pandora possano seguire il vostro esempio".

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