Ecco quanto è cresciuto il valore delle quote azionarie in Spotify di Sony, Warner, Universal e Merlin dal 2008 a oggi

Ecco quanto è cresciuto il valore delle quote azionarie in Spotify di Sony, Warner, Universal e Merlin dal 2008 a oggi

Il sito web specializzato Music Business Worldwide (MBW), ha pubblicato un dettagliato articolo dove vengono analizzati alcuni documenti riguardanti i dati economici dei primi anni di Spotify comparati con le analisi dei dati attuali. Quello che ne esce è un quadro veritiero della reale presenza delle major dell’industria discografica nell’azionariato del gigante dello streaming svedese.

Nell'estate del 2009, alcune indiscrezioni sostenevano che diverse case discografiche e Merlin (l'agenzia globale per i diritti digitali per il settore delle etichette indipendenti del mondo) avevano acquisito quote azionarie nella nuova startup svedese, Spotify. Le prime notizie riferivano che la più grande di queste quote azionarie era stata presa da Sony BMG, con il 5,8%, seguita da Universal con il 4,8% e Warner con il 3,8%.

Secondo la recente analisi sui dati svolta da Music Business Worldwide, quei numeri erano sbagliati.

In un documento pubblicato nel dicembre 2008 (lo si può scaricare in parte qui), vi erano dei dati che mostravano chiaramente tre importanti cose:

1 - le principali etichette discografiche più Merlin hanno comprato un totale di 352.176 azioni in Spotify nel 2008 per una somma nominale (incredibilmente economica) di € 8.804,40;

2 - il totale delle azioni di Spotify all’epoca, dopo l'emissione delle azioni delle società musicali, era di 1.956.531;

3 - Le parti interessate - Sony BMG, Universal, Warner, EMI e Merlin - hanno ricevuto ciascuna una fetta percentuale delle 1.956.531 azioni di Spotify. In totale, il gruppo ha ricevuto una partecipazione azionaria del 18% nella società di Daniel Ek.

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Sony BMG ha ricevuto la fetta più grande di queste azioni, ottenendone 117.392 che nel 2008 rappresentavano il 6% dell'intera azienda di Spotify.

Al secondo posto c’era Universal con 97.827 azioni (5%). In realtà Universal Music Group poi acquisì EMI Records Ltd, e quindi inghiottì la sua quota del 2%, dando a Universal una quota totale del 7% in Spotify. Warner aveva 78.261 azioni, pari al 4% del business di Spotify nel 2008 e Merlin 19.565, esattamente pari all'1%.

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Tutte queste informazioni sono particolarmente attuali oggi in seguito alla notizia che Merlin, l'agenzia globale per i diritti digitali per il settore delle etichette indipendenti del mondo, ha incassato la sua intera partecipazione in Spotify per una somma non rivelata. Questo è successo poco più di un mese dopo che Spotify, con una capitalizzazione di mercato attuale superiore a 28,5 miliardi di dollari, si è quotata alla New York Stock Exchange lo scorso 3 aprile.

La notizia riferite alla vendita da parte di Merlin della sua quota di azioni in Spotify, arriva due settimane dopo che Sony ha incassato il 50% delle sue azioni in Spotify per circa 750 milioni di dollari e sette giorni dopo che Warner ha incassato il 75% delle sue azioni per circa 400 milioni di dollari.

Music Business Worldwide ha cercato di calcolare quanto denaro ha guadagnato Merlin da Spotify dopo aver venduto le sue azioni. L’analisi fatta da MBW passa per le singole case discografiche, secondo i calcoli fatti (suggeriamo di andare sul sito per maggiori dettagli):  

Warner

Warner Aveva una partecipazione Spotify compresa tra l'1,76% e il 2,08% prima di aver venduto circa 400 milioni di dollari di azioni nelle scorse settimane.

Quindi una quota azionaria approssimativa dell'1,9%. Avete notato qualcosa di strano su questo numero? Nel 2008, ricordate, Warner aveva una partecipazione del 4% in Spotify. Eppure nel corso degli anni, con gli investimenti che si riversano sulla piattaforma, diluendo le partecipazioni degli stakeholder esistenti, quel numero si è praticamente dimezzato.

Universal

L’attuale quota di UMG in Spotify sembra essere circa il 3,5%. Come Warner, anche Universal ha visto la sua partecipazione iniziale (che con l’acquisizione di EMI era pari al 7% circa), dimezzata nel corso degli anni.

Una quota del 3,5% di Universal in Spotify (l'attuale capitalizzazione di mercato della società di streaming è pari a 28,5 miliardi di dollari) sarebbe pari circa a 1 miliardo di dollari.

Merlin

L’analisi di seguito presuppone che tutto il capitale originale di Merlin sia rimasto tra quelle 178.112.840 azioni ordinarie di Spotify (il valore delle azioni disponibili al momento della quotazione dello scorso 3 aprile). (Viene ignorata anche l'improbabile possibilità di acquisto di ulteriori azioni).

Ora, se la quota azionaria in Spotify di Marlin fosse pari all'1% come nel 2008 - e visto le sue partecipazioni ridotte da un simile processo di diluizione come successo per Warner negli ultimi dieci anni – al momento della vendita delle azioni la quota sarebbe pari a circa lo 0,5% delle azioni totali in Spotify. Ciò equivarrebbe ad un volume di circa 890.564 azioni ordinarie della società di streaming nel 2018.

Secondo i calcoli svolti da MBW in base al valore di mercato delle azioni di Spotify al momento della vendita, Merlin ha recentemente incassato oltre 100 milioni di dollari in azioni Spotify. Merlin, un'organizzazione no-profit, ha dovuto distribuire questa somma tra oltre 800 membri che rappresentano decine di migliaia di etichette.

Sony

Come spiegato all'inizio di questa analisi, Sony (quando era Sony BMG) ha acquisito nel 2008 una partecipazione azionaria in Spotify pari al 6%. Quel valore dovrebbe essere sceso intorno al 3%. Ma non è così: la documentazione fiscale di Spotify ha chiaramente mostrato che la quota di Sony al 3 aprile 2018 era pari al 5,7%.

Secondo alcuni fonti di MBW, ad un certo punto nell'ultimo decennio, Sony ha acquisito ulteriori quote del capitale azionario di Spotify per aumentare la sua partecipazione azionaria nella società di Daniel Ek.

In una recente dichiarazione riguardante i proventi scaturiti dalla vendita delle azioni in Spotify, Sony ha dichiarato:

Sony Music e The Orchard si impegnano a condividere con i loro artisti e le loro etichette qualsiasi guadagno netto proveniente da una vendita della partecipazione azionaria di Sony Music in Spotify

In altre parole, Sony si sta impegnando pubblicamente a trasferire una fetta dei profitti di Spotify agli artisti che hanno effettivamente pagato con i propri soldi.

Ecco il gran finale: le principali etichette più Merlin hanno pagato un corrispettivo totale di soli € 8.804,40 nel 2008 per una partecipazione del 18% in Spotify. Secondo MBW questa quota cumulativa ora vale più o meno - dopo dieci anni di diluizione azionaria – circa 2,6 miliardi di dollari.

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