NEWS   |   Recensioni concerti / 11/05/2018

Mauro Ermanno Giovanardi e la sua generazione: il report del concerto a Milano

Mauro Ermanno Giovanardi e la sua generazione: il report del concerto a Milano

Non era il suo compleanno ma ci si è andati molto vicino. In occasione della tappa milanese del tour di “La mia generazione”, in programma al Santeria Social Club, l'ex La Crus Mauro Ermanno Giovanardi ha colto l’opportunità, non solo, di festeggiare a suo modo la ricorrenza degli anni compiuti la settimana scorsa, ma anche di condividere il palco con molti dei protagonisti di quella generazione che ha omaggiato nel suo ultimo album, interamente composto da riletture di brani di una stagione artistica unica.

Il suo spettacolo, così come il disco che accompagna, ripropone infatti l’avventura dello straordinario fermento culturale degli anni Novanta, l’epoca in cui la scena alternativa italiana è uscita allo scoperto libera di trovare una sua via affrancandosi dai modelli stranieri. Un movimento dal basso che proprio a Milano ha trovato particolare ricettività, rendendo la città uno dei principali motori di aggregazione e fermento di idee della nuova musica del nostro Paese.

Si inizia, con leggero ritardo, alle ventidue, quando le luci in sala si spengono e fanno il loro ingresso i quattro musicisti della backing band: Lele Battista (ex voce e autore dei La Sintesi) alle tastiere e programmazioni, Leziero Rescigno alla batteria, Marco Cosma Vignera Carusino (già con I Cosi e Morgan, tra gli altri) alle chitarre e Alessandro “Gaben” Gabini al basso.  In apertura “Annarella”, dal repertorio dei CCCP e gioiellino di salmodiante romanticheria, è trasformato in un suggestivo motivo dalle atmosfere sensuali e retrò tipiche del Giovanardi solista. Un impatto emozionale subito forte, condiviso insieme agli astanti, in grado di trasparire chiaramente sul volto dei protagonisti al punto che il padrone di casa, in conclusione del brano, per spezzare la tensione ha rivelato che suonare a Milano per lui è sempre fonte di grande gioia ma anche di ansie indicibili. Senza poi concedere altro spazio ai racconti, l’istrione Joe si è reso subito pronto a dividere gli oneri del palco. Cristiano Godano dei Marlene Kuntz è chiamato così in prima battuta alla rilettura di “Come ogni volta” dei La Crus, per lasciare poi il campo, in rapida successione, a Rachele Bastreghi nel duetto di “Lasciati” e a una versione a tre voci di “Baby Dull” con una ritrovata Mara Redeghieri, ex frontwoman degli Üstmamò e autrice del pezzo. Introducendo l’inedito terzetto è Giovanardi stesso a raccontare della felicità di aver ricevuto i complimenti della cantante per la buona resa della sua opera e perciò di averla voluta accanto in questa nuova esecuzione, nonostante nel tempo la musicista abbia preferito mantenere un profilo piuttosto distaccato dalla scena artistica.

“La mia generazione” ha portato così in dote brani - presenti o meno sull’omonimo album - nomi e protagonisti di quel periodo, passando dalla rivisitazione di “Rosemary Plexiglass” degli Scisma e di “Corto Maltese” dei Mau Mau, a una ricaricata “Forma e sostanza” di nuovo in coppia con Godano. E ancora, dalla resa noise di “Ho mangiato la mia ragazza” a opera del solo Gabin, all’entrata di Cristina Donà, con cui Giovanardi ha un lungo trascorso di concerti e ricordi.  Insieme i due hanno reinterpretato con sanguigno trasporto “Cieli neri” dei Bluvertigo e una tirata “Huomini” dei Ritmo Tribale, per poi ritrovarsi nuovamente sul classico della Donà “Stelle buone”. Stefano “Edda” Rampoldi, che proprio dei Ritmo Tribale fu la voce storica, in ultimo, è stato ospite in una versione corale di “Non è per sempre”.

La sensazione finale è quella di ritrovarsi tra amici - ottimi performer e musicisti di alto livello, va sempre precisato - felici di riscoprire le gemme di un’epopea che ha lasciato una eco lunghissima nella nostra musica. Un’esibizione lontana dalla nostalgica autoreferenzialità perché a parlare sono state soprattutto le canzoni, il pathos e la forza espressiva della voce profonda di Giovanardi. Si testimonia così il passato alle nuove leve, pur presenti nonostante una maggioranza di pubblico cresciuto a suon di La Crus, Afterhours e Prozac +, senza scivoloni nella retorica e mandando a memoria tutti i brani proposti. Il piacere di abbandonarsi a un momento collettivo, sentito, passionale, in cui si canta il ricordo di una stagione che fu.

(Marco Di Milia)

SETLIST
Annarella
Come ogni volta (con Cristiano Godano)
Lieve
Baby Dull (con Rachele Bastreghi e Mara Redeghieri)
Lasciati (con Rachele Bastreghi)
Corri
Cieli neri (con Cristina Donà)
Huomini (con Cristina Donà)
Non è per sempre (con Edda)
Cose difficili
Angelo
Corto Maltese
Nera signora
Aspettando il sole
Forma e sostanza (con Cristiano Godano)
Tutti al mare (Lele Battista)
Ho mangiato la mia ragazza (Gabin)
Eppur non basta (Marco Cosma Vignera Carusino)
Rosemary plexiglass
Dentro me
Stelle buone (con Cristina Donà)
Il vino (corale)

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