Jeff Buckley, il suo ex manager ricorda le ultime settimane di vita dell’artista

Jeff Buckley, il suo ex manager ricorda le ultime settimane di vita dell’artista

Come già vi avevamo raccontato, uscirà a fine mese il libro scritto da colui che fu manager del compianto Jeff Buckley, venuto a mancare nel maggio 1997, a trent’anni, dopo una nuotata nel fiume dal quale non è mai più riemerso. In occasione dell’uscita della pubblicazione, scritta insieme a Jim Irvin, il manager del figlio di Tim Buckley Dave Lory ha concesso un’intervista alla National Public Radio di Talia Schlanger, nella quale ha ricordato le ultime settimane di vita dell’artista e il momento nel quale ricevette la telefonata che ne annunciava la scomparsa. Ricordiamo che Lory ha difficilmente rilasciato dichiarazioni in merito a Buckley, stando per la maggior parte lontano dalle iniziative commemorative che hanno fatto seguito alla sua dipartita. 

Nelle settimane prima della sua morte, Buckley, racconta il manager, “stava cercando di comprare una casa che non era in vendita. Stava cercando di comprare una macchina che non era in vendita. Ha chiesto a Joan [Wasser, la sua fidanzata] di sposarlo. Ha anche risposto a un annuncio di lavoro per fare il custode di farfalle allo zoo di Memphis – un sacco di cose strane che erano inusuali per lui”. Insomma, conclude Lory, dal suo punto di vista la voce di “Grace” “voleva una vita normale” e questo era il suo modo di avvicinarcisi: “Penso che si trattasse di un desiderio di sistemarsi”. 

Il giorno in cui Buckley ebbe l’incidente nel fiume, Lory si trovava in Irlanda. Quando ricevette la fatidica telefonata “erano le 5:58 di mattina – non dimenticherò mai l’orario”. Prosegue così il suo racconto il manager:

Ero a Dublino, che vuol dire che doveva essere circa l’una a New York e mezzanotte a Memphis. Sono raggelato. Ho pensato che fosse un sogno. Ho lasciato cadere il telefono e non sapevo cosa fare. 

Rientrato a Memphis, “totalmente insensibile, senza emozioni”, Lory si è recato presso il fiume dove Buckley ha trovato la morte, tre giorno dopo l’accaduto. Lì, l’uomo racconta di aver trascorso una quindicina di minuti lanciando sassi nell’acqua, pensando: “Come osi lasciarmi con questo mucchio di tu sai cosa?”.

Il cantautore nato ad Anaheim ha legato la sua eredità all’unico album in studio dato alle stampe, “Grace”, uscito nel 1994 e riconosciuto dalla critica e dal mondo della musica come uno dei più significativi dischi di sempre.

 

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