Thom Yorke, ecco come saranno i visual del suo tour da solista. Parla Tarik Barri

Thom Yorke, ecco come saranno i visual del suo tour da solista. Parla Tarik Barri

Intervistato dal magazine “Crack”, l’artista multidisciplinare Tarik Barri ha spiegato in anteprima come sarà la componente visuale dei concerti che Thom Yorke, accompagnato da Nigel Godrich e dello stesso Barri, terrà nel corso della sua imminente tournée europea (dodici date, di cui per il momento sono confermate in Italia Firenze e Milano, rispettivamente il 28 maggio al Teatro Verdi e il 29 maggio al Fabrique - ma si parla con insistenza anche di una tappa a Roma).

Barri e Yorke non sono nuovi a collaborazioni; recentemente hanno firmato a quattro mani un’installazione audiovisuale a Berlino. Barri lavora con un software di propria creazione per costruire mondi di grafica digitale, e in concerto lo fa dal vivo sul palco, in sincrono con la musica.

Cosa dobbiamo aspettarci di vedere?
Io mi considero un componente della band, che crea le sue grafiche così come Thom e Nigel creano i loro suoni. Quello che potete aspettarvi di vedere è un immaginario astratto molto colorato che si evolve insieme alla musica. Non la imita, le aggiunge una dimensione.

Sarà diverso da quello che avete fatto insieme a Berlino?
A Berlino il mio software creava sia le immagini sia le musiche. In tour sarà completamente diverso:
le musiche saranno create da Thom e Nigel, io mi occuperò della parte visuale senza influenzare i suoni. Sarò del tutto libero ci esprimermi, senza temere conseguenze sonore. In pratica, penso che mi muoverò in una direzione più pittorica e psichedelica, in cui colori e forme si mescoleranno incessantemente.

Quali sono le tue ispirazioni?
I fenomeni naturali, come le onde dell’oceano, il fuoco, la formazione delle nuvole, la nascita o l’esplosione delle stelle. Il cinema e la pittura tradizionale sono pure per me fonte di ispirazione, in quanto forme d’arte più mature della mia. Mentre creo i miei visual ascolto musica: Robert Henke, Thom Yorke, Nicolas Jaar, Paul Jebanasam e Sote.

Con chi ti piacerebbe lavorare?
Sarei curioso di poterlo fare con Oneohtrix Point Never. Lui fa musica che mi confonde, al punto che a volte non capisco nemmeno se mi piace o no, ma di certo stimola il mio cervello in modo molto interessante. Prossimamente collaborerò dal vivo con Sote, un musicista iraniano, con Lea Fabrikanti, e ho un progetto di performance visuale con Paul Jebanasam.

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