Uno Maggio Taranto 2018, il palco è delle donne: meno rock e più pop al concertone pugliese

Uno Maggio Taranto 2018, il palco è delle donne: meno rock e più pop al concertone pugliese

Tempi di magra per i rocker, sul palco del concerto per il primo maggio tarantino. Quest'anno la scelta è stata incentrata sulle donne della musica pop italiana come Noemi, Emma Marrone, Irene Grandi e Levante. Scelta, questa, che ha attirato un plotone di ragazzine a posizionarsi davanti i cancelli dell'area palco, a partire dalle prime ore del mattino. Tante faccette a spiare, con occhi speranzosi, dietro una rete del backstage. Tutte in fila per Emma. Per l'umile richiesta di una foto, di un autografo o soltanto per gridare il suo nome, nella speranza di convincerla ad uscire per un saluto, dopo le prove. Ragazzi immobili lungo le prime file, senza mai schiodarsi da li. Tutti a resistere per Emma. Arrivavano bottigliette d'acqua da parte della troupe di vigilanza, a sostegno di tanta tenacia.

Grande energia da parte di Noemi, e grande spirito di squadra con gli altri musicisti. In particolare, la versione di “Superstition” di Stevie Wonder, insieme ai Med Free Orkestra, gruppo funky multietnico, di 16 elementi, proveniente dal quartiere romano, Testaccio. Un mix perfetto tra voce blues, trombe e percussioni.

E poi arriva lui, Vinicio Capossela. Con un cappello nero, a fascia larga, e un lungo velo intorno, come a ricordare le donne del Sud, dell'entroterra di settant'anni fa. Trenta minuti di stupore. Tamburi di ogni sorta. La voce scandiva ogni singola parola, come un suono martellante, da cui non potevi distogliere nemmeno lo sguardo. La concentrazione era altissima. Capossela ha voluto rendere omaggio allo storico musicista Antonio Infantino (scomparso lo scorso 30 gennaio) e ai due grandi bardi pugliesi Matteo Salvatore ed Enzo Del Re. Con quell'atmosfera pregna di storia popolare, ha portato l'intero parco ad una suggestione extratemporale da cui era difficile staccarsene. Accompagnato sul palco dai Tarantolati di Tricarico, non poteva che concludere con “Il ballo di San Vito”.

Brunori Sas, altro artista molto atteso dal pubblico, ha suonato brani estratti dal suo ultimo album, tra cui “La verità”, “L'uomo nero” e “Lamezia Milano”. La gente ballava nel parco, sul palco, e anche dietro le quinte. É stato bellissimo, infatti, vedere una Levante che si preparava alla sua entrata in scena, ballando sulle note di Brunori, durante tutta l'esibizione. Evidente segnale di profonda stima tra i musicisti presenti all'evento. 

Una boccata d'aria rock l'hanno portata i Bud Spencer Blues Explosion, con una scarica di energia elettrica per un moderno rock-blues da lasciare tutti senza fiato. La band romana, dopo quattro anni di fermo (dedicandosi a progetti paralleli) è finalmente tornata con un nuovo disco, prodotto interamente in analogico, restando fedele alle sonorità di sempre.

Facce inceronate con croci nere e sangue dipinto sul corpo. Chitarre frenetiche, perfettamente sincronizzate a profondi colpi di batteria da creare suggestioni tetre, miste ad energia. Una voce femminile, possente e acuta, che alterna dolcezza celestiale a grinta diabolica, in un perfetto controllo vocale. In poche parole, i Lacuna Coil. Hanno potuto suonare solo tre brani (per via dei ritardi in scaletta) ma hanno regalato al pubblico, la loro miglior cover “Enjoy the silence”, cantata da tutti a squarciagola.  

Altro cambio di palco, e sul finire della serata, i Meganoidi. Da “Supereroi contro la municipale” e un paio di brani del nuovo disco, hanno concluso con “Zeta reticoli”. Un coro omogeneo si è espanso per tutto il parco del 1° maggio tarantino.

È l'una di notte e la festa non è ancora finita. La folla inizia a diradarsi, i grandi devono tornare al lavoro e i ragazzi a scuola. Restano gli organizzatori, con le loro facce stanche ma con gli occhi lucidi e contenti, di chi sa di aver fatto un buon lavoro. E soprattutto, di aver avuto il sostegno dei cittadini, l'elemento centrale per un progetto autofinanziato dal basso, che chiede solo di far rinascere una città che ha mille risorse. Basta solo crederci.

(Anna Rita Di Lena)

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