Carmen Consoli, un’orchestrina da camera per cantare l’'Eco delle sirene' – INTERVISTA

Carmen Consoli, un’orchestrina da camera per cantare l’'Eco delle sirene' – INTERVISTA

Un’orchestrina da camera per cantare di disumanizzazione e delitti d’onore. Carmen Consoli pubblica oggi il doppio album “Eco di sirene”, appendice del tour in trio acustico del 2017. Registrato live in studio, il disco contiene i due inediti “Uomini topo” e “Tano” e altre 20 canzoni suonate con la violoncellista Claudia Della Gatta e la violinista Emilia Belfiore, un format originale, diverso dal classico quartetto d’archi. Un po’ come nel tour, anche la scaletta dell’album riunisce per lo più storie femminili che riflettono lo sguardo della cantante sul mondo.

“Volevo vedere i mie pezzi sotto un’altra luce”, dice Carmen Consoli, “e volevo esprimere un’altra mia passione, la scrittura per orchestra”. E così la cantante ha messo in piedi la sua “piccola orchestrina da camera” e ha riarrangiato i brani del suo repertorio. Pensato come un esperimento di nove date, il tour “Eco di sirene” alla fine ha contato oltre sessanta concerti. “Una bella soddisfazione. Significa che il mio pubblico mi segue anche in questi miei esperimenti. Siamo andati pure in Europa dove hanno apprezzato il fatto che si avvertisse la cultura italiana in ciò che comunicavamo”.

Alla fine del tour, le tre musiciste si sono chiuse al Forum Village di Roma per registrare in studio le nuove versioni, qualcosa a metà strada fra il greatest hits e l’album dal vivo. Il Forum è lo studio aperto nel 1969 da Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Luis Bacalov, Piero Piccioni ed Enrico De Meli, costruito all’interno di una chiesa. “In quella sala enorme abbiamo registrato in presa diretta su nastro. Visto che siamo fuori moda, ci siamo dette, è giusto esserlo fino in fondo. Sentirete delle imprecisioni umane, noi le chiamiamo licenze poetiche, ma non potevamo fare altrimenti”.

Gli arrangiamenti per chitarra, violoncello e violino sono stati scritti da Carmen. “Negli ultimi anni, da quando la conosco, non ha fatto altro che studiare”, dice di lei la violoncellista Claudia Della Gatta. “Non ci sono unisoni, le parti sono studiate con spirito artigianale, siamo rimaste ore a discutere di singoli dettaglii. Non sono arrangiamenti per archi piatti come quelli che vengono prodotti oggi”. Carmen Consoli afferma che “le parti che ho scritto per Claudia ed Emilia rispondono alle loro caratteristiche, è un concertino cucito su di noi. Claudia quando suona le note acute sembra una viola e ha un’intonazione impressionante. Emilia ha sonorità tanguere, un romanticismo che riporta agli anni ’50. Però lo spirito è punk, nel senso che è destabilizzante e i temi che canto non sono neutri”.

L’album è stato lanciato da “Uomini topo”, canzone nata dopo che Carmen ha partecipato come attrice alla webserie con Alessia Barela e Francesca Figus “Noi due e gli altri”. “Parla dell’intolleranza, della mancanza di empatia, del momento disumanizzato che viviamo dove i problemi vengono affrontati scontrandosi e i social sono un antidoto illusorio alla solitudine. Ho immaginato una fantastoria in cui gli scienziati riescono a combinare il dna dell’uomo e del topo. Avveleniamo il pianeta e per conservarci ci stiamo trasformando in topi. Non possiamo più elaborare i nostri sentimenti perché non c’è tempo per farlo. Paure cosmiche sono diventate paure ufficiali e il populismo conquista chi non vuole ragionare”.

La seconda canzone inedita è “Tano” che Carmen descrive come “una musica d’altri tempi per descrivere una storia d’altri tempi, quando le mamme dicevano: figghia, è masculo, lo devi accettare. Le donne sopportavano tutto. L’uomo Tano aveva il diritto di ammazzare la moglie per questioni d’onore, dopo un tradimento. Oggi questo diritto non ce l’ha più, ma è talmente colmo di ira che non solo ammazza la moglie, ma fa fuori pure i figli. È una critica anche verso accetta di subire. È un difetto del Sud: molti si lamentano, ma non agiscono mai”.

Oltre a cantare, oggi Carmen Consoli è anche imprenditrice agricola – “Faccio l’olio”, ripete più volte con orgoglio” – e cura un appartamento turistico uso vacanza a Catania. Quando le si chiede della situazione politica attuale, dice che “la miglior forma di politica è fare le cose bene, onestamente, con passione, creando valore. Sento spesso dire: speriamo che questo o quel politico cambi qualcosa. E invece tocca a noi cambiare le cose, nel nostro piccolo”. In quanto alle elezioni del 4 marzo scorso, “neanch’io sapevo cosa votare. Sono orientata a sinistra, ma sono profondamente delusa dal PD. Ho turato il naso e l’ho votato lo stesso sperando che possa diventare un partito più vicino alle persone e ai lavoratori. Anche da Salvini e Di Maio ho sentito dire cose giuste”. Il reddito di cittadinanza? “Mi sembra richiami paure ataviche del Sud. A me piacerebbe essere più attiva, fare, rischiare, non aspettare le cose. Magari il prossimo Presidente del consiglio saprà realizzare i desideri di una ragazza del Sud”.

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