NEWS   |   Industria / 13/04/2018

"Giù le mani dal diritto d'autore": 1000 artisti firmano un appello contro Sky

"Giù le mani dal diritto d'autore": 1000 artisti firmano un appello contro Sky

Nuovo capitolo nella lotta tra la SIAE e SKY. Come riportato, l'emittente da tempo si era rifiutata di corrispondere a SIAE il compenso per i brani utilizzati nelle sue trasmissioni, tra cui X Factor. Inizialmente Sky non aveva fornito spiegazioni, poi nei giorni scorsi ha diffuso un duro comunicato contro la Società Italiana Autori ed Editori, in cui richiamava la direttiva europea Barnier per la liberalizzazione della gestione dei diritti d'autore, sostenendo che: "SKY non riscontra un’adeguata disponibilità di SIAE a condurre i negoziati secondo logiche coerenti con il nuovo assetto di mercato, improntate al rispetto reciproco delle parti ed al fondamentale requisito della trasparenza".

La risposta di SIAE, dopo una dichiarazione del presidente Filippo Sugar, non si è fatta attendere: un appello firmato da centinaiai di artisti, con lo slogan "Giù le mani dal diritto d'autore", e pubblicato come pagina a pagamento sui quotidiani di pggi, 13 aprile. Si legge

La SIAE è ente senza scopo di lucro e difende esclusivamente il lavoro degli autori. Tra SIAE e SKY è pendente un doppio contenzioso sul compenso destinato agli autori cinema ed agli autori musica. La SIAE ha presentato denuncia penale nei confronti di SKY per via della decisione di quest'ultima di utilizzare il repertorio SIAE senza sottoscrivere le relative licenze, nonostante i ripetuti inviti di SIAE in tal senso. SKY ha peraltro ritenuto di voler apertamente disconoscere anche gli accordo a suo tempo sottoscritti nel 2014 ed ha successivamente effettuato pagamenti ritenuti da SIAE inefficaci e non fondati su licenza, e pertanto respinti. La SIAE continuerà a difendere il diritto il lavoro degli autori dei quali ha il pieno sostegno.

Ecco l'appello pubblicato oggi, firmato da scrittori, registi, musucisti. Tra gli altri sono presenti le firme di  Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, Tiziano Ferro e diversi gruppi discoografici/editoriali, come Carosello, EMI Music Publishing, Casa Ricordi, Warner Music, Universal, Sugarmusic e Warner Chappell.

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Questo il testo completo dell'appello:

Gli autori italiani stanno assistendo sbalorditi ad un attacco contro i loro diritti.
Da mesi Sky ha deciso di utilizzare i contenuti creativi frutto del nostro lavoro senza più corrispondere alcuna remunerazione per il loro sfruttamento, come invece prevede la legge sul diritto d’autore e sull’equo compenso. Non solo. Abbiamo appreso anche che questa emittente sta cercando di utilizzare un’istruttoria contro la SIAE, pendente da un anno presso l’Antitrust, per cercare di dare una sorta di legittimazione al suo comportamento contrario al diritto d’autore.
Sarebbe grave se l’Antitrust aderisse a un disegno che da un lato punta ad azzerare un diritto acquisito che garantisce la libertà degli autori, dall’altro favorisce gli interessi di gruppi internazionali che cercano di scardinare alcuni principi fondanti dell’Unione Europea: e cioè che “la creazione artistica e letteraria, compreso il settore audiovisivo” non sono oggetto di semplificazioni e armonizzazioni forzate, così come vanno tutelati la diversità culturale e il diritto degli autori ed editori italiani di scegliere liberamente se affidare le proprie opere all’estero o gestirle dall’Italia per le utilizzazioni sul territorio nazionale.
Se questa strategia dovesse passare, assisteremmo alla incredibile affermazione del paradosso per cuipagando menoautori ed editori si otterrebbe un aumento della produzione culturale. Un insulto per tutti coloro i quali hanno contribuito a portare l’industria culturale al terzo posto nella nostra economia. Un’industria sana e realmente italiana, che è parte fondamentale della storia del nostro Paese e di quella ripresa economica di cui oggi tutti vogliono prendersi il merito.
Il diritto d’autore è un diritto del lavoro. Non è merce di scambio per garantire profitti milionari a chi rifiuta di restituire agli autori quanto stabilito dalla legge.

 
Quste le dichiarazioni, diffuse dall'ufficio stampa SIAE, di alcuni dei firmatari

Ennio Morricone e Nicola Piovani:

Il diritto d'autore è una conquista della Rivoluzione Francese. Prima gli autori erano considerati più o meno servitù. Oggi una strana alleanza fra demagogia disinformata e interessi di multinazionali rischia di mettere in crisi il diritto dell'opera dell'ingegno, della creazione artistica.
Ma la proprietà di una poesia deve essere protetta come si protegge la proprietà di un bene materiale”.

Mogol:

“La SIAE è stata fondata nel 1882 da autori, compositori, editori, tra i quali Giuseppe Verdi, Giosuè Carducci, Edmondo De Amicis, al fine di riscuotere il Diritto D’Autore, un compenso che permette a coloro che creano Cultura di vivere.
La cultura Popolare è la massima responsabile dell’evoluzione della gente  e il compenso a chi la crea è sacro come gli stipendi di qualsiasi lavoratore, per tutti gli autori e soprattutto per i tantissimi autori giovani o meno famosi, che con le loro opere, la loro arte, il  loro lavoro contribuiscono a rendere migliore la vita di tutta la nostra comunità
La fine dell’esclusiva o del Monopolio per le società di gestione collettiva Europee non è e non può essere un pretesto per cercare di ridurre arbitrariamente il Diritto d’Autore.” 

Luca Barbarossa

“Dietro un’emozione c’è sempre la creatività di chi l’ha generata. Rispettare il diritto d’autore è il riconoscimento del merito e della paternità di quell’emozione”.