Mentre il disco precedente era diviso in una pillola rossa e in una blu, con pop e hip-hip in viaggio su due binari paralleli, con i suo nuovo lavoro Maître Gims torna alle origini e al taglio ibrido che gli è più proprio.
Al netto delle difficoltà che spesso attraversa la musica non anglofona per affermarsi, Maître Gimssa sa bene come confezionare una buona canzone, mescolando a regolare d’arte gli ingredienti a sua disposizione, che affondano le radici prima di tutto nella sua famiglia di musicisti e nel collettivo Sexion d'Assaut, del quale fa parte fin dalle origini. Per quanto il cantante venuto su tra le strade di Parigi presenti il suo rap come la faccia allegra e festaiola del genere, ogni pezzo, anche il più movimentato, ha una sua profonda tristezza: Maître Gims saprà anche animare una pista da ballo e regalare perfetti tormentoni, ma quando ci parla di canzoni prettamente divertenti non la beviamo proprio.