NEWS   |   Pop/Rock / 17/04/2019

L’album del debutto solista di Paul McCartney compie 49 anni (1 / 8)

L’album del debutto solista di Paul McCartney compie 49 anni

Il 17 aprile 1970 veniva pubblicato l’album “McCartney”, il primo album solista di Paul McCartney (escludendo il precedente della colonna sonora di “The Family Way” – 1966 – per la quale Paul aveva però solo composto i due temi musicali senza partecipare alle incisioni, accreditate alla George Martin Orchestra).

Impossibile scindere la pubblicazione del disco da quanto accaduto una settimana prima. Il 10 aprile, il “Daily Mail” pubblica un titolo a tutta pagina che recita: “Paul lascia i Beatles”. Che il gruppo fosse sull’orlo dello scioglimento era noto da qualche mese, ma nessuno aveva il coraggio di annunciarlo. A fare il passo ci pensa dunque McCartney. Approfittando della famigerata “auto-intervista” acclusa alle copie dell’album inviate alla stampa inglese il giorno precedente, Paul risponde alla domanda: “Prevede un futuro in cui la firma Lennon-McCartney riprenda a produrre canzoni?” con un secco “no”.

L’uscita del disco coglie invece tutti di sorpresa: Paul lo aveva inciso in gran segreto, tra il dicembre 1969 e il febbraio 1970, prima a casa utilizzando in suo registratore a quattro piste Studer, poi prenotando sotto falso nome alcune sedute ai Morgan Studios e ad Abbey Road. Il disco va al numero uno in America (con due milioni e mezzo di copie vendute) ma all’epoca non tutti sono concordi sulla sua valutazione.

Alcuni commenti lo lodano apertamente: “Billboard” lo definisce “da urlo”, mentre “New Musical Express” scrive che si tratta di un disco “immensamente ricco di calore e piacevole.” Ma la voce più autorevole del giornalismo musicale americano si schiera su una posizione negativa, in larga parte dovuta proprio ai contenuti polemici delle dichiarazioni di McCartney, la cui eco era arrivata oltreoceano in modo fragoroso. Il critico Langdon Winner di “Rolling Stone” riassume così le sue sensazioni all’ascolto: “‘McCartney’ è un album che cerca disperatamente di convincere. Il suo messaggio è che Paul McCartney, sua moglie Linda e la famiglia hanno trovato la felicità in una casa lontana dai clamori del music business. Vorrei che fosse vero. Ma con tutta la pubblicità che lo ha circondato, faccio fatica a crederlo. Quello che questo materiale comunica ai fan dei Beatles è che il gruppo non esiste più.”

Comunque sia, “McCartney” è un album rappresentativo di pregi e difetti della produzione solista di Paul: squarci di talento e ottime canzoni, miste a eccentricità, pigrizia ed eccessiva sicurezza nei propri mezzi. Accanto a ben sei brani strumentali (su un totale di quattordici canzoni) il disco include classici come “Maybe I’m Amazed”, “Every Night” e “Junk”, le ultime due delle quali provate con i Beatles nel gennaio 1969. Per questo motivi è da considerarsi uno dei pezzi fondamentali della discografia di McCartney. Ecco una selezione di alcune canzoni dell’album in versioni alternative, rare o dal vivo. Buon ascolto!

Luca Perasi (autore di “I Beatles dopo i Beatleshttps://www.amazon.it/Beatles-carriere-McCartney-Harrison-1970-1980/dp/8890912243)