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NEWS   |   Industria / 07/02/2005

Scommesse a Sanremo: 'I Monopoli non devono chiedere il permesso a nessuno'

Scommesse a Sanremo: 'I Monopoli non devono chiedere il permesso a nessuno'
La schedina dei Monopoli di Stato che assoggetta la gara di Sanremo a puntate e scommesse come si trattasse di un evento sportivo ha creato un altro piccolo “casus belli” tra la discografia e gli organizzatori del festival, tanto che la FIMI si è sentita in dovere di diffondere un comunicato stampa per esprimere il suo disappunto (vedi News). “Credo che si siano risentiti per il fatto che esiste un vecchio progetto di abbinare il festival alla lotteria, un’idea per la quale vantano un diritto di primogenitura”, ha commentato a Rockol Gianmarco Mazzi, direttore artistico musicale del festival nonché mediatore con l’industria per conto della Rai. “Qui si parla di scommesse, ed è tutt’altra cosa. Si scommette anche sugli Oscar, senza dover chiedere l’autorizzazione a nessuno. I Monopoli sono liberi di farlo” sostiene Mazzi, aggiungendo che con FIMI intende riparlarne al più presto. “Ho già provato a spiegargli che si tratta di un’opportunità anche per loro: vediamo i risultati di quest’anno e poi si potrà sedersi a un tavolo e discuterne, magari coinvolgendo per gli anni prossimi i Monopoli in qualche progetto a sostegno della musica”.
Intanto, alla conferenza stampa di presentazione del Festival, i vertici FIMI non si sono visti (era invece presente l’AFI). “Credo che abbiano mandato un rappresentante”, dice Mazzi. “So che Enzo Mazza, il direttore generale, aveva altri impegni”.