“Buonasera, siamo gli Afterhours”: la recensione del concerto per i 30 anni al Forum di Assago

“Buonasera, siamo gli Afterhours”: la recensione del concerto per i 30 anni al Forum di Assago

“Buonasera, siamo gli Afterhours”, dice Manuel Agnelli. 4 parole e 5 canzoni in 20 minuti:"Dentro Marilyn”, “Strategie”, “Germi”, “Ossigeno” e "Il sangue di Giuda”.  Il concerto per i 30 anni degli Afterhours inizia alle 9 puntuali, spiegando la filosofia della “festa”. Poche chiacchiere, tanta musica.

Ormai il concerto-evento è un format, che ha alcune regole: autocelebrazione, ospiti, spettacolo. La band milanese ha fatto una scelta precisa, in controtendenza. Non si fanno mancare l’autocelebrazione, ovviamente : “Ci va anche di farci una sega, ce lo meritiamo”, aveva raccontato a Rockol, Manuel Agnelli prima del concerto. Ma nessun ospite famoso. Solo Sam&Stenn e i Ros, due delle band di Manuel ad X Factor, che hanno aperto la serata. E tanti ospiti interni alla band: i membri delle passate formazioni, che hanno fatto parte di questa storia.
La produzione spettacolare è essenziale, un trittico di schermi: due laterali e uno dietro il palco, che si accendo solo alla quinta canzone, “Padania”, dopo una breve introduzione di Agnelli. Lo schermo rimanda qualche immagine legata alla canzoni - o più spesso riprende la band, per mostrarla al Forum, strapieno ed esaurito da settimane.

“30 anni fa non pensavamo di suonare qua”, dice Manuel. “Anche perché questo posto non c’era”, scherza. Poi, serio: “Siamo fortunati ad avervi”. Il pubblico risponde  cantando a squarciagola le canzoni, dall’inizio alla fine. Come sempre, segue  la band anche nei momenti volutamente più ostici e disturbanti, come  lo strumentale “Cetuximab” o "Folfiri o Folfox”.

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La band inizialmente sale sul palco con la formazione attuale, con gli innesti più recenti Fabio Rondanini alla batteria e Stefano Pilia alla chitarra, assieme a Xabier Iriondo - chitarra, Roberto Dell'Era e Rodrigo D’Erasmo. Ma la prima sorpresa è il ritorno per questa sera alla batteria di Giorgio Prette, per due canzoni, "Ballata per la mia piccola iena” e "La sottile linea bianca”.  Gli Afterhours si celebrano riportando attorno ad Agnelli - unico musicista sempre in formazione e questa sera sempre sul palco - le varie incarnazioni del gruppo. Non tutte, inevitabilmente: si noteranno in serata almeno due assenze di membri importanti, Giorgio Ciccarelli ed Enrico Gabrielli.  
Da “Terrorswing” in poi il gruppo si presenta con maschere sul volto, dietro cui si nasconde la formazione di “Hai Paura del buio?”, quella con Andrea Viti, Dario Ciffo Giorgio Prette. Più avanti si vedranno Lorenzo Olgiati, co-fondatore del gruppo, Cesare Malfatti, Paolo Mauri e Alessandro Pelizzari per quattro pezzi in inglese: un ritorno a gli esordi a partire da "My bit boy”, primo singolo del 1987, attorno a Manuel vestito come un ragazzo degli anni ’90.
Agnelli è in forma perfetta: voce impeccabile, il solito carisma sul palco, e dirige con naturalezza le varie incarnazioni del gruppo, come se non avessero mai smesso di suonare assieme. 

Il finale è con la band che si palesa sugli spalti in alto in fondo al Forum, per due pezzi acustici. “Volevamo vedere gli Afterhours da qua”, dice Manuel prima di attaccare “Bianca" e "Non è per sempre”, pur con qualche problema tecnico. Poi torna sul palco per il trittico finale con una furiosa "La verità che ricordavo”, un maestosa "Bye bye bombay” (come sempre cantata in coro dal pubblico: “Io non tremo, è solo un po’ di me che se ne va”) e "Ci sono molti modi”.

34 canzoni, più di tre ore di concerto, spezzate solo dalle pause tra un set e un cambio di formazione e l’altra. Un concerto unico (“One night only”, recitavano le insegne), che probabilmente diventerà un disco dal vivo o un film: telecamere in azione e avvisi di riprese in platea. E soprattutto un concerto-concerto, coerente con quello che sono sempre stati in questi 30 anni gli Afterhours: una rock band che ha fatto del live puro e semplice la sua ragione d’essere. 

(Gianni Sibilla)


SCALETTA
"Dentro Marilyn"
"Strategie"
"Germi"
"Ossigeno"
"Il sangue di Giuda"
"Padania"
"Non voglio ritrovare il tuo nome"
"Cetuximab"
"Grande"
"Folfiri o Folfox"

(Con Giorgio Prette)
"Ballata per la mia piccola iena"
"La sottile linea bianca"

"San Miguel"
"Il mio popolo si fa"
"Pelle"
"La vedova bianca"
"Riprendere Berlino"
"Quello che non c'è"

(Formazione "Hai paura del buio?" con Andrea Viti, Dario Ciffo Giorgio Prette)
Terrorswing"
"Male di miele"
"Rapace"
"1.9.9.6."
"Lasciami leccare l'adrenalina"
"Dea"
"Voglio una pelle splendida"

(Formazione anni '80-'90 con Cesare Malfatti, Paolo Mauri e Alessandro Pelizzari)
"My bit boy"
"Love on saturday night"
"How we divide our soul"
"Inside Marilyn three times"

(In acustico, sugli spalti)
"Bianca"
"Non è per sempre"

"La verità che ricordavo"
"Bye bye bombay"
"Ci sono molti modi"

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