Pink Floyd, il tributo live a Milano per i 45 anni di 'The Dark Side Of The Moon' con De Rubertis, Gitto, Grazian, Corti e Pinnizzotto - REPORT

Pink Floyd, il tributo live a Milano per i 45 anni di 'The Dark Side Of The Moon' con De Rubertis, Gitto, Grazian, Corti e Pinnizzotto - REPORT

“The Dark Side Of The Moon” è un album che non ha certo bisogno di troppe presentazioni. È lì da 45 anni a presidiare le classifiche di vendita con una certa invidiabile costanza. Il lavoro del 1973 degli allora giovani Pink Floyd, in formazione classica Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason e Rick Wright, come tutti gli album più iconici del rock ha diviso e portato con sé una quantità sterminata di articoli, monografie, ristampe e tomi enciclopedici, assurgendo allo status di capolavoro assoluto per alcuni, ma anche di eccessiva sopravvalutazione per altri.

Con lo spirito di chi vuole rendere omaggio all’opera magna dei Pink Floyd, ieri sera all’Apollo Club di Milano è andata in scena la performance di un quintetto di stelle nostrane che ha riportato una nuova luce all’album, senza cadere mai nella mera esecuzione didascalica. Con una splendida dose di perizia tecnica, la formazione composta da Gianluca De Rubertis (Il Genio), Lino Gitto (The Winstons), Alessandro Grazian (già solista, compositore e pittore, nonché mente di “Torso Virile Colossale”), Lorenzo Corti (collaboratore, tra i tanti, di Cesare Basile e Cristina Donà) e Giovanni Pinnizzotto si è proposta nell’esecuzione integrale del disco - del cui successo fu fondamentale l’apporto di Alan Parsons in cabina di regia - producendosi a tutti gli effetti in quello stesso trip spaziale che fu della band britannica.

Il "lato oscuro della Luna" risuona così negli strumenti del gruppo, che si prodiga nelle intricate vicende stereofoniche dell’album dedicato alla follia, all’alienazione e agli umani affanni cari al paroliere e mente illuminata del gruppo Waters. Il battito cardiaco che apre lo spettacolo è quello di ”Speak to me”, una piccola introduzione che senza soluzione di continuità sfocia in “Breathe”, cantata a due voci da Gitto e da Grazian, a loro agio nel rendere con personalità propria le interazioni delle voci fissate su nastro. L’elettronica impazzita di “On the run” scuote il pubblico, avvalendosi della presenza del primo ospite in programma, lo scienziato pazzo Cris Pescosta alle prese con sintetizzatori e voci filtrate. È quindi con lo squillo delle sveglie di “Time” e quella batteria epica che introduce il pezzo che si entra nel vortice cupo e avvolgente di "Dark Side". Il combo di musicisti non è una cover band che offre un’impeccabile riproduzione dal vivo del proprio mito, ma anzi, dimostra la sua sincera passione per l’ellepì che celebra con un’estatica potenza che somma le capacità e l'eclettismo degli artisti coinvolti. Non ci sono mai scambi di parole con i presenti in sala, lasciando che siano solo le dieci tracce del disco col prisma a dettare i tempi della serata. Si passa così velocemente dall’orgasmo musicale di “The great gig in the sky” alle monete tintinnanti di “Money” e poi ancora più in là, nelle esplosioni psichedeliche di “Any color you like” fino alla conclusione, liberatoria, di “Eclipse”. Un tributo espresso con la stessa lucida follia che permea il progetto originale, dalle sperimentazioni ai collage e alle fughe strumentali apparentemente impazzite. “The lunatic is in my head”, dunque, in un terminale flusso di coscienza espresso come un epitaffio nelle liriche di "Brian damage": “e se il gruppo in cui suoni comincia a suonare melodie diverse, ci rivedremo sul lato oscuro della luna”.

C’è spazio, infine, per un bis, “Shine on you crazy diamond”, suite che i Pink Floyd hanno dedicato nel 1975 all’amico perduto Syd Barrett. Un ultimo viaggio nei labirinti della mente prima di ritornare coi piedi per terra e riprendersi lentamente da tanta ciucca cosmica.
(Marco Di Milia)

SETLIST
“Speak to me”
“Breathe”
“On the run”
“Time / Breathe (reprise)
“The great gig in the sky”
“Money”
“Us and them”
“Any colour you like”
“Brian damage”
“Eclipse”
“Shine on you crazy diamond”

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